Gatto al guinzaglio

Uscire al guinzaglio non si adatta ai felini, ma se pensate che il vostro gatto potrebbe apprezzarlo, senza poi riportare ulteriori problematiche, ci sono alcune regole da seguire.

Per alcune razze è un’abitudine che viene apprezzata, come ad esempio il Maine Coon, il siamese, il burmese e il bengalese.

Ecco le regole:

  • La pettorina deve essere adatta ai gatti
  • Bisogna cominciare ad usarla subito quando il gatto è ancora cucciolo così si abitua a sentirsela addosso
  • Mettere inizialmente la pettorina senza il guinzaglio mentre il cucciolo passa del tempo con la pettorina dare delle ricompense e farlo giocare
  • Infilare la pettorina e poi aumentate nel tempo, gradualmente, le ore in cui la indossa
  • Non lasciarlo mai solo con la pettorina addosso
  • Quando il cucciolo cresce ovviamente la pettorina va regolata o ne va acquistata una della sua misura
  • Introdurre il guinzaglio dopo che il gatto è davvero abituato a portare la pettorina senza problemi
  • Passare  del tempo a provare, in casa, a tenere il guinzaglio e non portare fuori il gatto finché non sarà completamente abituato e a suo agio
  • La prima passeggiata deve essere fatta in una zona tranquilla e sicura
  • Aumentare di volta in volta la passeggiata
  • Non portare il gatto in luoghi affollati perché i gatti si spaventano e quando un gatto ha paura l’istinto è quello di fuggire!

Parliamo di stress nel gatto: il Picacismo

Il picacismo è un disturbo del comportamento alimentare e si manifesta con l’ingestione di sostanze non nutritive, come ad esempio, tessuti, tra i quali il primo è la lana, la gomma, plastica, cuoio e cartone. Si tratta di un disturbo compulsivi che porta ad ingerire materiali non commestibili e può essere sintomo di un forte desiderio dovuto ad una malattia come per esempio, ipertiroidismo, tumori, avvelenamento o anche peritonite infettiva, ma anche una presenza rilevante di parassiti intestinali, oppure più semplicemente, carenze alimentari croniche.

Ci possono essere fattori genetici come in alcuni tipi di razze, in particolare quelle orientali, ma anche presenza di stress. Per quanto riguarda i cuccioli e’ del tutto normale che esplorino il mondo attraverso la bocca e quindi cerchino di mangiare, di leccare i materiali e gli oggetti con cui si trovano in contatto.

È frequente sorprendere il cucciolo che, entrando nella lettiera, comincia a mettere in bocca alcuni sassolini! Bisogna veramente fare attenzione che non vengano ingoiati e soprattutto che questo comportamento non si protragga anche dopo lo svezzamento, altrimenti si deve intervenire in tempo. Se il cucciolo, quindi, continua a dedicarsi a questa attività anche dopo lo svezzamento, ci sono buone probabilità che questo comportamento si protragga anche nell’età adulta. Innanzitutto ci vuole una dieta ricca di fibre per aumentare il senso di sazietà, che può essere consigliata dal proprio veterinario. Trattandosi quasi sempre di una forma di stress è necessario consultare un esperto del comportamento del gatto per poter individuare la causa dello stress.

In genere si tratta quasi sempre di un ambiente in cui mancano stimoli e svaghi. Si dovrà lavorare quindi su questo, programmando una terapia comportamentale per evitare che il gatto continui a sentire necessario il masticare degli oggetti e dei tessuti. Ci vorrà un nuovo arricchimento ambientale, adatto alla propria casa e adatto anche al proprio gatto.

Gatti e bullismo

Il gatto si è adattato a convivere con i suoi simili anche in spazi di territorio ridotti, come casa nostra, ma ciò non toglie che a volte, dove si trovano più gatti che convivono assieme, possano nascere delle situazioni di bullismo.

Il bullismo non è detto che si manifesti con aggressioni fisiche, anzi, molto spesso è un’ intimidazione, una prepotenza passiva, verso un soggetto più debole che potrebbe essere, ad esempio, un gatto molto emotivo o preoccupato di fronte ad altri gatti o ad alcune situazioni.

Facciamo un profilo del gatto bullo:

  • Il bullo fissa insistentemente la sua vittima
  • Gli impedisce l’accesso alla cassettina
  • Blocca i punti di passaggio strategici
  • Si prende i luoghi migliori per riposare
  • Prende possesso del padrone!

Purtroppo questo porta inevitabilmente alla comparsa di alcuni problemi comportamentali molto difficili da gestire. Il gatto vittima vive una situazione davvero penosa e il padrone si sente frustrato e in pena senza arrivare ad una soluzione. Di solito il padrone, preso dalla rabbia e dalla compassione, avrà  tutta una serie di comportamenti istintivi che purtroppo sono sbagliati e non fanno altro che peggiorare la situazione: tenderà a sgridare il gatto bullo, cercherà di frapporsi tra i due, tenderà a consolare il gatto vittima, continuerà ad obbligarli alla vicinanza pensando che la punizione inflitta risolva il problema.

Il gatto bullo potrebbe cominciare a spruzzare urina o comunque a fare pipì fuori dalla cassettina, graffiare insistentemente degli oggetti, potrebbero anche comparire delle malattie legate allo stress come la cistite idiopatica, la congiuntivite, problemi intestinali, per citarne alcune.

Le soluzioni ci sono, ma è indubbio che il proprietario ha bisogno di un aiuto per riportare la pace in casa e nelle relazioni tra i gatti!

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