Perchè i gatti amano le scatole?

C’è un oggetto che interessa molto il gatto e che non passerà mai inosservato: la scatola, qualsiasi scatola. Scatole grandi, scatole piccole, non ha importanza la dimensione. Se la posizioniamo per terra, su una sedia, in qualsiasi luogo, il gatto ci entrerà.

La scatola ha sicuramente dei vantaggi predatori: è un ottimo luogo in cui nascondersi e seguire i movimenti della propria preda. Come molti felini, anche i gatti sorprendono le prede con agguati improvvisi e quindi anche in casa le scatole sono il luogo ideale in cui nascondersi e non farsi vedere dal proprio nemico.

Ma c’è molto di più.

Micio ottiene conforto e sicurezza dai luoghi chiusi. Questo è vero per tante ragioni, ma per i gatti soprattutto nelle situazioni stressanti, una scatola o qualcosa che riesce a dare un senso di isolamento e può avere un profondo impatto sul comportamento. E’ stato condotto uno studio sui livelli di stress nei gatti presenti nei rifugi, da cui è risultata una differenza significativa nei livelli di stress tra i gatti che avevano a disposizione delle scatole nella loro stanza e quelli che non ce l’avevano. Se ci pensiamo, infatti, la prima reazione di quasi tutti i gatti ad una situazione stressante è proprio quella di andarsi a nascondere.

Il nascondersi è una strategia comportamentale delle specie davanti a cambiamenti ambientali ed eventi o elementi stressanti. I gatti, inoltre, sono più portati a sviluppare delle soluzioni delle strategie risolutive nei conflitti cercando di evitare l’altro e di non scontrarsi. Così invece di procedere davanti a conflitti, i gatti per natura tendono ad andarsene dal problema o comunque di evitarlo. Il gatto evita il più possibile scontri diretti nelle situazioni conflittuali.  Nel momento in cui il gatto può percepire questo tipo di atmosfera o quando riceve attenzioni eccessive dagli umani o altri animali presenti, la scatola risulta un buon luogo in cui rifugiarsi. Una scatola in questo senso può rappresentare una zona sicura, un posto dove ansietà, ostilità, e attenzione non desiderata, scompaiono.

I proprietari più attenti avranno sicuramente anche notato che ogni gatto ha delle preferenze di scatole o di luoghi in cui appartarsi e rilassarsi. Alcuni amano farlo nel bidet, altri preferiscono le borse della spesa, scatole vuote o tanti altri spazi, ma sempre  piccoli e limitati. Questo ci fa pensare che il gatto ama in particolar modo le scatole piccole.

In conclusione,  il più grande motivo per cui i gatti amano le scatole è quello che esse danno un senso di sicurezza. Questo è il modo per il gatto di trattare lo stress. La scatola è un luogo di ritiro sicuro lontano dalle attenzione di umani o altri animali. Quando portiamo un nuovo gatto a casa, quindi, oltre a procedere con una corretta introduzione, ricordiamoci di lasciare a disposizione diverse scatole. Questo possiamo farlo anche quando siamo assenti durante il giorno oppure dobbiamo assentarci per più giorni. Queste scatole lo faranno sentire protetto e calmo. Possiamo anche lasciare un nostro indumento all’interno della scatola, per rendere quell’oggetto o quel luogo di rifugio, ancora più sicuro e confortevole per Micio.

Educatore felino? Cosa significa educare un gatto?

L’educatore felino è una figura un pò confusa con quella dell’educatore cinofilo. O meglio, si tende purtroppo ancora oggi a paragonare il gatto al cane e di conseguenza la figura dell’educatore felino viene rapportata a quella dell’educatore cinofilo. Molti proprietari sono inclini a trattare il gatto come se fosse un cane e confondono le necessità del gatto con quelle del cane. Il problema nasce da una scarsa informazione sulla cultura felina. Ed è per questo motivo che è nato questo progetto, Cultura Felina, per divulgare il più possibile informazioni corrette sull’etologia del gatto e la sua natura e per migliorare la convivenza e la comunicazione con l’essere umano. Informare e formare sono due fondamentali aspetti che non si possiamo dimenticare se vogliamo accogliere a casa nostra un gatto e farlo vivere nel benessere fisico e psichico permettendogli di esprimersi in tutti i suoi moduli comportamentali naturali.

In Italia non si parla, quindi, molto dell’educatore felino, ma piuttosto del Consulente comportamentale, anche se entrambi i termini vengono utilizzati all’estero per definire la stessa figura professionale.

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Anche i gatti soffrono di stress. I problemi comportamentali nel gatto e lo stress nel gatto, come anche problemi di convivenza, sono semplicemente dovuti alla sua domesticazione, al suo adattamento alla vita con l’uomo. L’addomesticamento dei gatti è relativamente recente, quindi il gatto non è considerato ancora un animale completamente addomesticato.

La prima fonte di stress per il gatto domestico è proprio la convivenza. Il gatto è un animale che tende ad essere solitario, non vive in branco come il cane, e quindi la sua vita domestica con l’uomo è quasi sempre  non naturale, perché introduciamo nuovi gatti nel suo ambiente, lo limitiamo al territorio interno della casa e non esterno. Difatti, i gatti possono vivere nello stesso posto, ma non condividere lo stesso spazi,o perché il gatto è un animale territoriale. Patologie fisiche come dermatiti, cistiti, sono molto frequenti e sono spesso originate da forte stress. Questo significa che i gatti hanno bisogno di un equilibrio psicologico per convivere con l’uomo ed essere il suo animale domestico. Questa convivenza deve essere felice e deve portare benessere sia l’essere umano sia al gatto.

L’addestramento e l’educazione del gatto sono possibili, ma devono essere visti e utilizzati in un modo differente rispetto al cane. L’insegnamento a ricompensa di coccole ad esempio, con il gatto non ha alcun risultato. Il gatto può essere educato a non fare determinate cose o essere abituato a farle ma  il metodo educativo è completamente differente da quello del cane come anche l’approccio. Non dobbiamo mai dimenticarci che la parte più importante della vita del gatto è il territorio e quindi se vogliamo parlare di educazione felina, dobbiamo parlarne in relazione al territorio. Si tratta quindi fondamentalmente di poter permettere al gatto di esprimere i suoi comportamenti naturali in un contesto non naturale.

Un educatore felino aiuta a risolvere e a prevenire problemi come l’utilizzo errato o mancante della cassettina igienica, problemi di graffiature, aggressività, problemi di convivenza e di condivisione degli spazi (purtroppo a volte molto ristretti per il numero di gatti presenti). Il tutto per provvedere una migliore qualità di vita del gatto con il suo convivente umano.

I gatti imparano molto facilmente e l’educatore felino può lavorare molto tranquillamente, semplicemente aiutando il proprietario ad imparare a seguire e lasciare libertà di espressione agli istinti naturali del gatto anche in un contesto non naturale, come casa nostra. L’educazione del gatto riguarda l’adattarsi al territorio casalingo, l’uso corretto della cassettina igienica, l’uso corretto di superfici per graffiare, problemi comportamentali generali (ricordiamo che sono sempre dovuti alla vita domestica perché in natura il gatto non ha alcun problema di tipo comportamentale) problemi di convivenza con altri gatti e altri animali, il dosare il morso il graffio, aggressività ecc…

Alla fine potremmo dire che l’educazione non riguarda molto il gatto, ma tanto il convivente umano che dovrà imparare a comunicare correttamente con Micio rispettando i suoi bisogni e lasciando libertà di espressione dei suoi istinti naturali, adattandoli al contesto domestico.

Come si svolge una Consulenza felina?

 

Perché il mio gatto è dominante?

A volte i gatti che non sono sterilizzati potrebbero cominciare a manifestare dei comportamenti dominanti sugli altri animali presenti in casa. Sterilizzando il tuo gatto sarà utile quindi a prevenire comportamenti dominanti oltre agli spruzzi di urina indesiderati, rischi di contrarre patologie mortali e di essere investiti nei periodi degli amori.

A volte e’ il proprietario stesso che, senza volere, incoraggia un comportamento dominante nel gatto. Quando ad esempio un cucciolo attacca le nostre mani o i nostri piedi e noi glielo permettiamo, questo comportamento potrebbe trasformarsi in futuro in un comportamento dominante.

Il dare attenzioni prolungate rispetto all’altro o gli altri gatti in casa può  incoraggiare un comportamento dominante. Bisogna cercare di dare a tutti gli animali presenti in casa la stessa quantità di attenzioni ogni giorno. Durante i pasti si può nutrire a turno uno dei gatti così che nessuno di loro svilupperà un senso di superiorità rispetto agli altri. È molto importante Osservare il momento del pasto, che non ci siano dei comportamenti dominanti sul cibo, come respingere un altro gatto, non permettergli di avvicinarsi alla ciotola, in questi casi sarà necessario disporre i punti di alimentazione in diversi posti della casa.

La dominanza si può esprimere non solo verso gli altri animali in casa, ma anche verso le persone in casa. Bisogna distinguere in questo caso, un comportamento aggressivo da un comportamento dominante. Questo tipo di comportamento può includere l’attaccare, il soffiare, graffiare o battere  altri animali o persone. Se un gatto o un cucciolo cominciano ad avere questo tipo di atteggiamento, bisogna intervenire e quindi contattare un esperto.

Non bisogna trattare la dominanza con la dominanza, quindi è vietato sgridare il gatto o cercare di punirlo in qualche modo. Questo potrebbe causare paura e rovinare la relazione di fiducia tra di voi.

Oltre ad essere un metodo non efficace bisogna anche fare alcune puntualizzazioni. Spesso tendiamo purtroppo a guardare al comportamento del nostro gatto confrontandolo con quello del cane, ma ci troviamo in due aree completamente diverse. I gatti hanno un istinto che li porta ad allontanare tutti quelli che interferiscono o che si sospetta possano interferire con il loro territorio. I gatti vivono in armonia quando sanno che il territorio è pieno di risorse e quindi ne hanno il controllo.

E’ necessario quindi che le risorse di cibo, rifugi ecc… Siano sufficienti per tutti e ben disposte all’interno del territorio casalingo.

 

 

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