Il gatto sordo

I gatti possono perdere l’udito anche a causa dell’età, come succede agli umani. In questo caso generalmente si tratta di un processo graduale che è difficile a volte da notare. I timpani diventano meno flessibili e il suono non viene trasmesso in modo efficace. Altri gatti invece nascono parzialmente o completamente sordi per difetto genetico. In molti casi questo difetto genetico è correlato al pigmento ovvero lo si ritrova molto più spesso nei gatti totalmente bianchi.

I gatti completamente bianchi con occhi azzurri , infatti, sono ben conosciuti per essere molto spesso affetti da una sordità ereditaria congenita che può coinvolgere una o entrambe le orecchie.

Gli studi sulle razze hanno definito, quindi, la relazione che c’è tra la sordità e i gatti bianchi con occhi azzurri.

Il gene responsabile è un gene dominante che viene definito W (White – bianco). I primi studi su questo gene risalgono al 1930 e sono stati puoi approfonditi negli anni successivi. Il gene W è un gene che riguarda il pigmento dei gatti ed è un gene dominante sul colore, ma non è collegato all’albinismo. I gatti che portano questo gene non sono sempre di colore bianco solido, ma hanno spesso delle macchie colorate sulla testa che possono scomparire con l’età.

Si vede spesso, infatti, un gattino giovane con una macchietta colorata, generalmente sulla testa, che poi scompare in età adulta. Il colore che si cela sotto il mantello bianco, dominato da W, è rivelato proprio da quella macchietta!

Per questo motivo, i gatti bianchi possono generare cuccioli non bianchi o bicolori.

Questo gene ha una penetrazione completa per i mantelli di colore bianco, difatti tutti gatti che hanno questo gene hanno anche il mantello bianco, ma ha una penetrazione incompleta per quanto riguarda il colore blu degli occhi, correlato alla sordità, anche se sono strettamente collegati.

Non tutti i gatti bianchi però sono sordi e non tutti i gatti con gli occhi blu hanno un difetto di sordità.

La variabile di penetrazione della sordità collegata al colore blu degli occhi può essere causata dall’interazione con altri geni o con fattori ambientali.

Se siamo in presenza della sordità, inoltre, questa può riferirsi ad entrambi gli occhi oppure anche a solo un occhio, quindi può essere bilaterale oppure unilaterale.

Come ci accorgiamo che il gatto è sordo?

Questi gatti generalmente mostrano dei cambiamenti nel comportamento. Ce ne possiamo accorgere dal momento che, pur chiamandoli, non si avvicinano o non si accorgono quando rientriamo a casa.

Se il gatto sordo convive con un altro gatto, generalmente noteremo che tende a fare riferimento proprio a lui per quanto riguarda l’udito. Questo significa che lo troveremo spesso ad osservare l’altro gatto, per comprendere quello che sta succedendo. Se invece si tratta di un unico gatto in casa con il problema della sordità, è molto più facile notare questo difetto. Il gatto ad esempio, potrebbe dormire molto profondamente, potrebbe non notare quando entriamo nella stanza e non rendersi conto di rumori molto forti anche vicini a lui. Se non c’è alcuna reazione ad un battito di mani o ad un rumore molto forte, possiamo davvero sospettare di una possibile sordità.

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Gatti bianchi o gatti albini?

Bisogna ben specificare, però, che questi gatti non sono degli albini.

Un vero gatto albino non ha solamente il mantello bianco, ma anche gli occhi si presentano senza pigmento, appaiono difatti rosa. Un gatto albino è molto sensibile alla luce e ha bisogno di protezione solare sulle orecchie per prevenire il cancro alla pelle. Questa prevenzione è comunque necessaria per tutti i gatti di colore bianco.

I gatti bianchi con gli occhi colore blu, arancioni e verdi non sono albini. L’albinismo è una mutazione molto differente che causa l’assenza del colore, non la copertura del colore.

In presenza del gene W, mantello bianco e occhi blu, possiamo avere l’assenza del tappeto lucido (succede anche in alcuni gatti con occhi azzurri con mantello bianco diluito – Siamese) o un tappeto lucido molto sottile, il che significa che la visibilità notturna è molto ridotta. Questa è una ragione in più per non permettere al gatto bianco sordo di uscire!

Alcune statistiche

Alcuni studi hanno dimostrato che se:

Un gatto bianco ha entrambi gli occhi blu ha più probabilità di sviluppare la sordità di 3-5 volte rispetto ad un gatto con gli occhi non blu.

Un gatto bianco con un solo occhio blu ha circa il doppio delle opportunità di essere sordo rispetto ad un gatto con entrambi gli occhi di un altro colore.

Gatti bianchi a pelo lungo hanno tre volte di più la probabilità di essere bilateralmente sordi.


Quali sono i problemi riscontrati?

I gatti sordi emettono dei vocalizzi molto forti proprio perché non sentono esattamente come nell’uomo. A causa dell’estrema utilità dell’udito nella predazione e all’abilità di cacciare, questa può essere ridotta nei gatti completamente sordi o parzialmente sordi. La sordità completa, in ogni caso, non soprime il successo nella caccia. Un gatto sordo risponde ugualmente al suo istinto di predazione.

Ecco perché la vocalizzazione nei gatti completamente sordi è un importante mezzo di comunicazione tra gatti e i gatti sordi possono essere meno bravi a comunicare con i loro simili. I gatti sordi possono entrare in conflitto con altri gatti molto più spesso o non riuscire ad integrarsi bene in un gruppo. Possono trovare più difficoltà quando sono ancora cuccioli e, inoltre, vengono più frequentemente rigettati dalla madre. La loro abilità ridotta di riconoscere dei pericoli è l’handicap più serio soprattutto quando si tratta di gatti che vivono all’esterno. Automobili, cani, macchinari da giardino, sono i pericoli più grandi.

L’aggressività da gioco

L’aggressività è il secondo più comune problema comportamentale dopo la minzione inappropriata.

L’aggressività si riferisce ad un comportamento di minaccia o comunque dannoso diretto verso un altro individuo o verso il  gruppo.

Molto spesso, alla base di questo comportamento può esserci il dolore causato da alcune patologie come ascessi, artriti, problemi dentali come anche condizioni che riguardano il sistema nervoso (tumori al cervello, encefaliti ecc…) o anche l’ipertiroidismo. Quindi se il nostro gatto sembra avere dei ricorrenti comportamenti aggressisivi è necessario consultare il nostro veterinario.

A volte questo comportamento è dovuto invece a problematiche di altro genere. Succede spesso che sia il proprietario stesso ad incoraggiare inconsapevolmente questo comportamento, sgridando il gatto o punendolo (incrementando in questo modo lo stress e quindi il rischio di un’aggressione diretta) o ricompensando il comportamento rassicurando il gatto oppure offrendo del cibo per calmarlo. Se il gatto impara che graffiando, soffiando o attaccando riceve delle ricompense svilupperà una risposta sbagliata a questo stimolo.

L’agressività da gioco è un comportamento molto comune nei gattini e nei gatti giovani ed è il comportamento agressivo più comune che il gattino esibisce nei confronti del suo convivente umano.

Il gioco predatorio diretto verso uno o più membri della famiglia può essere intenso e può provocare ferite in assenza di un’appropriata inibizione.

I giochi che fanno i gattini contengono molti elementi di aggressività intraspecifica e di predazione e includono:

  • esplorazione e investigazione
  • morsi
  • attacchi
  • combattimenti
  • stalking
  • zampate

I gattini tra di loro giocano molto seriamente, ma apprendono velocemente nel momento in cui causano dolore all’altro e si fermano. E’ così che si sviluppa l’inibizione al morso e al graffio, necessaria per distinguere l’attività di gioco dall’attività di predazione vera e propria o di aggressività adulta. Difatti, il  gattino morso fermerà il gioco o reagirà con una risposta difensiva e questo sarà sufficiente per far apprendere l’intensità corretta del morso e del graffio durante il gioco.

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Come si diceva sopra, molto spesso è il proprietario stesso a contribuire a questo problema giocando con il gattino in modo da incoraggiarlo ad attaccare le mani e i piedi o permettendogli di mordere troppo forte alle mani. Se non viene incoraggiato, questo comportamento tende a scomparire da solo mentre il gattino cresce.

Ecco alcune situazioni tipiche:

  • mordere o graffiare intensamente senza inibizione
  • il gioco è diretto alla faccia del proprietario
  • il comportamento è diretto verso un membro della famiglia o in specifico verso un bambino
  • il gioco avviene di notte non permettendo agli umani di dormire
  • il gioco è diretto verso un altro gatto o animale passivo o pauroso

Questo problema viene riscontrato molto spesso in singoli gatti in casa o dove i gatti non hanno possibilità di giocare con altri conspecifici. In uno qualsiasi di questi casi va consultato un esperto prima che il comportamento diventi consolidato e più difficile da gestire.

Gatti neri e Halloween

I gatti neri sono un simbolo classico di Halloween. Il gatti neri sono stati per lungo tempo oggetto di superstizione. Nel Medioevo infatti, in Francia e in Spagna, i gatti neri venivano considerati portatori di sfortuna e di maledizioni a qualsiasi essere umano passasse accanto a loro ed erano associati alla stregoneria. Nel Medioevo molti tedeschi credevano di venire maledetti se un gatto nero attraversava la loro strada da sinistra a destra. I gatti neri, comunque, in altri paesi sono anche simbolo di buona fortuna come ad esempio in Inghilterra, dove si crede che portino un’influenza positiva nelle case in cui vivono, in Giappone dove sono considerati portatori di buona fortuna e infine nell’antico Egitto, dove i gatti neri venivano adorati e considerati sacri.

Durante la lotta contro la stregoneria e l’ereticismo, venivano bruciati spesso cementati assieme alle streghe. Per quanto riguarda Halloween sono diventati uno dei simboli di questa festività accanto alle streghe, per creare un ambiente di paura. Purtroppo a causa di tutte queste leggende e superstizioni ancora oggi il Gatto nero è visto negativamente e adottato meno frequentemente. Per lungo tempo i gatti sono stati quindi associati alle streghe.

                          Gatto nero e Halloween

Come tutte le festività, anche Halloween ha una storia e degli aspetti culturali ben precisi che riguardano questa celebrazione. Leggende narrano che le streghe possono trasformarsi in un gatto neroe  molti ancira oggi  credono che queste streghe possono reincarnarsi in gatti neri dopo la morte. Ancora oggi tutte queste superstizioni  esistono infatti il Gatto nero viene spesso associato alla sfortuna e alla paura. Molte delle celebrazioni che prendono parte durante la festa di Halloween si focalizzano infatti sull’onorare la morte. E le streghe, assieme ai loro gatti neri, sono diventate un simbolo commerciale di Hallowee.

Purtroppo ancora oggi, durante la festività di Halloween, molti culti pagani, in particolare quelli che prevedono riti satanici, (questo periodo è una data importante nelle festività celebrate dai satanisti) i gatti vengono ancora utilizzati nei rituali. Gatti neri o gatti bianchi. I rituali che coinvolgono sacrifici animali sono comuni ancora oggi in varie religioni sincretiste che combinano credenze provenienti dall’Africa aborigena e dal cattolicesimo romano. Vodoo, Macumba ecc…  Non solo gatti, ma anche piccoli animali come galline e capre vengono sacrificate in questi rituali.

Anche noi di Cultura Felina, come molte associazioni nel mondo, consigliamo di fare attenzione durante questo periodo dell’anno, non lasciando all’esterno durante i giorni precedenti e successivi al 31 ottobre, i nostri gatti di colore nero o bianco. Purtroppo la crudeltà verso gli animali continua a farsi spazio nella nostra società odierna e sembra che ogni occasione sia buona per stimolare alla violenza.

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