Stress territoriale

Gli spruzzi di urina sono un importante mezzo di comunicazione nel territorio felino.

Per spruzzare il gatto sta in piedi, di solito facendo dei piccoli passi con le zampe posteriori, fa vibrare la coda e spruzza una piccola quantità di urina su una superficie verticale, lasciando un odore molto intenso. I posti prescelti per spruzzare comprendono porte, finestre, porticine per gatti, tende, prese elettriche, sacchetti della spesa o per le immondizie. Il gatto per marcare emette spruzzi d’urina su superfici verticali ad una distanza da terra di circa 30 cm.

Quando spruzza le ghiandole anali secernono un liquido molto odoroso (I FEROMONI) attraverso il quale segnalano il loro stato d’animo, il loro stato riproduttivo, il loro genere ecc…

La marcatura urinaria è deposta con due significati diversi: quello sessuale e quello di organizzazione territoriale.

Esludendo il significato sessuale, il fatto di spruzzare urina in casa è un evidente segnale di stress territoriale. La casa dovrebbe essere un territorio sicuro per il gatto, un rifugio in cui non si sente nè minacciato, nè sfiduciato, quindi se siamo di fronte ad una situazione in cui il gatto sente l’esigenza di spruzzare urina in casa, siamo inevitabilmente di fronte ad una situazione di stress territoriale dovuta molto spesso alla presenza di un conspecifico.

Proprio nella sua vulnerabilità, il gatto usa un comportamento del tutto naturale (quello di spruzare urina) che di solito viene impiegato nelle situazioni di conflitto.

In presenza di un conspecifico nuovo, il gatto quindi è costretto a riorganizzare il  proprio territorio attraverso l’aumento delle marcature. In particolare, con  la marcatura urinaria, il gatto cerca di allontanare il fattore destabilizzante rimarcando la propria presenza nell’ambiente.

Sgridando il gatto non si fa altro che peggiorare il problema portando il felino ad uno stato ansioso. L’impossibilità di riorganizzare il territorio e il deterioramento delle relazioni con i familiari, infatti, portano il gatto ad aumentare il comportamento di marcatura.

La percezione dei sapori

I fattori che influenzano il gatto nella percezione dei sapori sono: odore, sapore, consistenza e temperatura del cibo.

  1. ODORE: se l’odore è molto invitante, è sufficiente ad incoraggiare il gatto a consumare un alimento di per sé poco gustoso.

  2. SAPORE: il senso del gusto in combinazione con il senso dell’olfatto determinano la percezione del sapore. I gatti hanno sulla lingua papille gustative poco sensibili al gusto dolce, ma molto sensibili ai gusti salato, acido e amaro.

  3. CONSISTENZA: anche la consistenza dell’alimento influenza l’appetibilità. I gatti non sono in grado di masticare in modo efficace: riducono le dimensioni del cibo lacerandolo in pezzi che possano essere ingeriti. Il contenuto di acqua del cibo influenza la quantità ingerita e la velocità con cui viene mangiato. Quando il cibo viene lasciato a disposizione l’alimentazione resta costante, con piccoli pasti consumati in maniera casuale nell’arco della giornata. Se possibile, infatti, i gatti amano consumare tanti piccoli pasti durante il giorno, in media 10-12. Questo rispecchia l’attività predatoria del gatto selvatico, che uccide e consuma piccole prede più volte al giorno, se la caccia ha successo. Nei gatti che non hanno problemi di soprappeso e in quelli in crescita è possibile lasciare il cibo sempre a disposizione, in particolare se è del tipo secco. Un gatto sano e attivo normalmente mangia la quantità di alimento utile a soddisfare le sue necessità caloriche, e non di più.

  4. TEMPERATURA: la temperatura da preferire è quella tiepida, intorno ai 38° C, perchè il calore aumenta il profumo del cibo e anche perchè si tratta di una temperatura simile a quella delle prede appena uccise. Evitate cibi freddi di frigorifero o troppo caldi. Se viene dato da mangiare un alimento umido bisogna stare attenti alle condizioni di conservazione. Le scatolette, infatti, si mantengono solo poche ore a temperatura ambiente e due giorni al massimo in frigorifero.

La graffiature

Le graffiature fano parte della comunicazione felina. Attraverso le graffiature il gatto comunica qualcosa!

3 FUNZIONI:

  • Farsi le unghie – (lo strato corneo dell’unghia si stacca)
  • Fare stretching – (esercizio per i muscoli dele zampe anteriori)
  • Marcare – (ghiandole sudoripere tra i cuscinetti delle zampe)

Farsi le unghie: Le unghie del gatto crescono dall’interno all’esterno; quando i gatti graffiano le superfici eliminano lo strato esterno, vecchio e consumato, per lasciare posto a quello nuovo, perfettamente affilato. Grattare è l’unico modo per mantenere le unghie appuntite, perché le unghie del gatto sono retrattili e non vengono consumate camminando come succede invece nei cani. Farsi le unghie è istintivo e non può esere impedito, per cui i gatti per cui hanno bisogno di avere a disposizione una superficie orrizzontale e una verticale su cui poteri fare le unghie.

Fare stretching: Stiracchiarsi, fare dello stretching, è una passione per il gatto. Si stira fino a terra, piantando le unghie nel tappeto o nel rivestimento di una sedia o di una poltrona, distendendo prima una zampa e poi l’altra.

Marcare: Quando il gatto graffia verticalmente, alzandosi sulle zampe posteriori e scivolando verso il basso, sta lasciando dei segni di marcatura territoriale. Difatti, non solo lascia dei segni evidenti attraverso le graffiature, ma anche rilascia i feromoni dalle ghiandole plantari. Sta marcando quell’oggetto o quel luogo come sua proprietà. In questo caso il gatto ha bisogno di avere a disposizione una superficie verticale su cui poter marcare evitando così che lo faccia su mobili, divani ecc…