Perchè il mio gatto mi lecca?

Vi sarà sicuramente capitato che il vostro gatto vi lecchi la mano, il braccio, il collo o altre parti accessibili del nostro corpo! Perché il mio gatto mi lecca? Che cosa vuole comunicarmi? Che cosa significa per lui?

Mamma gatta lecca i suoi gattini fino a quattro mesi di età, periodo in cui avviene il momento del distacco dalla mamma e conseguente attaccamento al territorio. Difatti potremmo vedere mamma gatta che lecca i suoi cuccioli anche se sono già completamente svezzati. Mamma gatta lecca i suoi cuccioli per tenerli puliti ed è un segno di cura e di affetto. Il nostro gatto quando ci lecca sta esibendo un comportamento che ha imparato, solo con un ruolo diverso. Si sta praticamente occupando di noi nel miglior modo possibile che conosce, tenendoci puliti!

Questo comportamento lo possiamo trovare anche tra gatti adulti, quindi non solo verso l’essere umano. Si chiama allogrooming ed è un leccarsi reciprocamente per mescolare l’odore che diventerà quello tipico  e proprio di quel gruppo e di chi vi appartiene.

Quando il gatto ci lecca sta stabilendo un odore comune che dimostra che apparteniamo alla sua colonia: siamo suoi! Mamma gatta, infatti, lecca i suoi cuccioli anche per questo motivo, non solo per una questione di pulizia, ma anche per far conoscere a tutti che quelli sono i suoi gattini, sono sua proprietà e non si toccano! Questo comportamento, sia tra gatti sia con l’essere umano, è un rafforzamento del legame affettivo.

Vedi anche le funzioni del grooming

Un gatto che ci lecca sta anche esibendo la sua versione delle carezze. Infatti quando noi accarezziamo il nostro gatto per lui è come se mamma gatta lo stesse leccando. Il comportamento è lo stesso: le nostre carezze ricordano il movimento di quando mamma gatta lecca i suoi cuccioli lungo tutto il pelo. Dato che il gatto non può accarezzarci allora ci lecca!

Può succedere che cuccioli svezzati precocemente o staccati dalla mamma troppo presto, possono continuare ad esibire il comportamento di leccamento o suzione di una nostra parte del corpo o di qualche oggetto. Se il cucciolo lo fa su di noi, possiamo ridirigere il comportamento, sostituendoci con un oggetto (pelouche) senza però mai sgridarlo e mai rifiutarlo, ma ridirigendolo molto delicatamente e continuando ad accarezzarlo. Generalmente questo tipo di comportamento scompare crescendo, se questo non accade va consultato un esperto, soprattutto se viene regolarmente esibito con oggetti come vestiti, stoffe ecc…

Come diventare esperti e conoscere tutto sul gatto?

Quindi il nostro gatto quando ci lecca ci sta dimostrando affetto e sta comunicando a tutti che noi siamo sua proprietà! La sua lingua però, se insiste nel leccarci, può farci male! In questo caso non bisogna sgridarlo perché per lui è un comportamento naturale, ma possiamo distrarlo con un gioco o con qualcosa che possiamo fare insieme.

L’importante è rimanere coinvolti in questa dimostrazione così intima di affetto.

 

Il consulente per la Relazione e Convivenza con il gatto

Il Consulente per la Relazione e Convivenza  gatto non è necessariamente un medico veterinario, ma è comunque un professionista che ha seguito una formazione specifica sul comportamento e la psicologia del gatto e sulla sua relazione con l’essere umano. Il Consulente non si occupa in alcun modo della saluta fisica del gatto, ma esclusivamente del suo benessere etologico nella sua relazione e convivenza con l’uomo.

Il Consulente opera in sinergia con il Medico Veterinario per escludere prima di tutto patologie fisiche che potrebbero stare alla radice del problema e con il Medico Veterinario esperto in Comportamento animale qualora gli squilibri fossero dovuti a patologie comportamentali.

Per comprendere questa figura professionale bisogna innazitutto comprendere che ci sono dei bisogni specie-specifici che il gatto deve poter soddisfare anche in un contesto domestico in quanto la sua natura non può essere repressa.  Il Centro di Cultura Felina, infatti, valorizza e sostiene la naturalità del gatto e tutto il complesso del suo repertorio comportamentale innato.

Il comportamento, infatti, è l’insieme delle risposte a stimoli interni ed esterni e comprende tutte le attività stereotipate specie-specifiche del gatto.

Ogni gatto ha un etogramma specie-specifico ossia un insieme di moduli comportamentali propri della sua specie. Non dobbiamo dimenticare, però, che ogni gatto è unico e speciale e  il suo repertorio comportamentale può subire delle modifiche causate da fattori ambientali e relazionali.

Ogni comportamento negativo o positivo ha sempre uno scopo.

L’approccio del centro è un approccio naturale ed olistico che permette non solo di valutare i comportamenti naturali del gatto in un contesto non naturale, come quello domestico, ma anche di focalizzarsi sul gatto come individuo soggetto a dinamiche di sviluppo, di ambiente e di relazioni intra e interspecifiche. Il modello olistico si focalizza sulle relazioni energetiche. Da una prospettiva energetica, ogni gatto è anche un essere completo che impara anche dalle esperienze della propria vita. Quindi comportamenti inadeguati non sono realmente un problema, ma sono segnali che il sistema energetico non è in equilibrio. Traumi, stress, stile di vita squilibrato (alimentazione, sonno, esercizio, stimoli ecc…) possono creare dei disturbi energetici che si esprimono come sintomi su un livello fisico e psicologico. Il primo passo, infatti, per la correzione di problemi comportamentali del gatto è innanzitutto conoscere il normale comportamento di un gatto per poter essere in grado poi di riconoscere perché il gatto sta esibendo quel comportamento da noi reputato sbagliato.

Il riequilibrio comportamentale nel gatto, quindi, può essere utilizzato per correggere quello che secondo noi è un problema attraverso l’aiuto della figura del Consulente per la Relazione e Convivenza con il Gatto. In molti casi un piano di riequilibrio include l’introduzione di certi cambiamenti negli elementi dell’ambiente in cui vive l’animale. Facendo questo si può ridurre il fattore stress e riportare, quindi, lo stato comportamentale in equlibrio.

Attraverso un corretto programma di modificazione comportamentale si possono risolvere molti problemi del gatto e i principi di questo intervento sono basati sulla conoscenza delle problematiche e delle tecniche di analisi e modificazione del comportamento.

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I vari comportamenti di grooming sono importanti per un gatto sano e normale. Non solo la mancanza di questi comportamenti indica depressione o un malessere fisico, ma anche l’infestazione potenziale di parassiti. Il gattino appena nato non ha ancora sviluppato il riflesso di eliminazione e quindi la mamma lo lecca sia per mantenerlo pulito, ma anche per stimolare l’urinazione e la defecazione, finché non sarà in grado di farlo da solo. Mentre il gatto matura questo momento di pulizia diventa significativo e può coinvolgere dal 30 al 50% del tempo quotidiano del gatto. Le variabili ci sono, probabilmente come risultato di un’esperienza precoce, fattori genetici, il tipo di mantello, difatti mantelli lunghi hanno bisogno di più attenzione.

Un’altra funzione del grooming è anche quella di attenuare le tensioni e può manifestarsi in seguito a un momento di tensione, come ad esempio l’umano che lo sgrida o dopo l’incontro con un gatto molto aggressivo. Il leccamento come forma di grooming appare generalmente verso la seconda settimana di vita, quando il gattino comincia a cercare di leccare le zampette. Dopo qualche giorno sarà in grado di leccare anche il resto del corpo. Dopo mangiato il gatto spende molto tempo per lavarsi e fare grooming, particolarmente intorno all’area orale. Questo comportamento in natura è tipico del gatto che dopo aver mangiato la sua preda, ha bisogno di togliere ogni traccia eliminando in questo modo il suo odore. Le zone più difficili da raggiungere come ad esempio il collo, la schiena, la testa, le orecchie e la faccia vengono lavate con le zampette. Il gatto lecca diverse volte le zampette strofinandole su tutte queste parti. Dopo ogni sequenza di strofinamento, il gatto si rileccar le zampette e così via. Il grattarsi diverse parti del corpo con le zampette posteriori nella grooming, inizia intorno ai ai 18 giorni di età. Così come nel lavaggio con le zampette, anche con il grattamento le aree più frequentemente grattate con funzione di pulizia, sono quelle che non riescono ad essere raggiunte dalla lingua, quindi in particolare il collo e la parte auricolare. il grooming è un comportamento innato quindi istintivo, ed è qualcosa che il gatto deve poter esibire nella sua quotidianità!