La caccia e i sensi

Il gatto e’ un cacciatore per natura! La fame, però, non è il motivo principale che spinge un gatto a cacciare. Ecco perché anche se Micio e’ ben nutrito tenderà comunque a portare a casa alcune simpatiche prede. Per prima cosa il gatto localizza la preda e, durante tutta la successione del repertorio di comportamenti predatori che segue, i suoi sensi saranno coinvolti ad uno ad uno in questa sequenza di caccia.

Udito: il primo senso che viene utilizzato è l’udito. L’udito del gatto è molto sensibile, percepisce gli ultrasuoni ed è quindi in grado di localizzare la sua preda anche a notevole distanza e anche con il minimo fruscio, a noi impercettibile.

Vista: a questo punto il gatto si avvicina in direzione del suono e associa l’immagine al suono. La sua vista è molto acuta. Il suo campo visivo può arrivare a 287 gradi ed è in grado di percepire la tridimensionalità di un oggetto fino a 20 metri!

Sensori tattili: ovvero le vibrisse! Vengono protese in avanti per guidare il gatto nell’attacco finale anche con scarsità di luce perché aiutano il gatto a percepire eventuali ostacoli e i più deboli spostamenti  d’aria!

Gusto: il gatto sceglierà prese con pelo o piume che sono le più appetite. Le più ambite sono topi, uccellini, lucertole, ma anche talpe e cavallette! Se Micio e’ un gatto casalingo non mancheranno mosche e farfalle !

Il gioco come apprendimento

Il gioco prepara i cuccioli non solo per la caccia ma anche per saper convivere con gli altri gatti. Circa dalle 6 alle 8 settimane di vita i cuccioli cominciano ad usare dei segnali specifici per persuadere i loro fratellini a giocare con loro, come ad esempio rotolarsi sulla loro schiena con la pancia in su oppure mettere la loro bocca sul collo dell’altro gattino oppure sollevandosi sulle due zampe posteriori stando in verticale. Verso le 10 settimane ogni cucciolo dovrà imparare la corretta risposta a tutti questi segnali. Per evitare qualsiasi confusione tra il gioco e il combattimento vero, i cuccioli useranno una tecnica particolare per indicare le loro intenzioni amichevoli e particolarmente quando si trovano nella posizione molto vulnerabile della pancia in su. Potrebbero usare anche movimenti speciali della loro coda per indicare i segnali di gioco, come anche speciali segnali per indicare la fine del gioco. Se una cucciolata viene lasciata insieme il gioco sociale occuperà  molto più tempo, tra le 9 e le 14 settimane di vita. Durante le prime 4 settimane di vita ogni gattino impara come interagire con i propri simili. Sono importanti le interazioni che riguardano la socializzazione conda altri gatti, ma anche la socializzazione con le persone, perché aiutano a rendere il gatto più equilibrato, che non esagererà nei suoi comportamenti in nuove situazioni. Sarà un individuo bilanciato. Difatti i cuccioli che vengono allevati dall’essere umano, possono sviluppare delle personalità estreme perché mancano di queste interazioni se non hanno avuto abbastanza contatto con altri gatti.

Nelle foto le due posizioni di gioco menzionate nell’articolo.

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