I gatti vivono il lutto?

Il dolore è stato osservato in molte specie selvatiche in seguito alla morte di un compagno, un genitore, una prole o un compagno di branco. Ad esempio, gli elefanti sono stati visti letteralmente accarezzare il corpo di un compagno defunto per fare un esempio.

Il dolore varia a seconda degli individui e alcuni gatti mostrano un lieve dolore, mentre altri possono essere profondamente traumatizzati. Nel passato, questa variabilità ha portato alcuni scienziati a respingere il concetto di dolore animale come antropomorfismo da parte del proprietario. Tali scienziati dimenticano, o ignorano, il fatto che gli umani sono ugualmente variabili nel modo in cui esprimono il dolore.

Molti purtroppo credono ancora oggi che gli animali non sentono dolore. Sicuramente i gatti non percepiscono la morte allo stesso modo degli umani, e ci sono chiare differenze tra lutto umano e felino. Gli umani possono mostrare dolore per la scomparsa di parenti lontani o addirittura di personaggi pubblici. I gatti non possono piangere per coloro che non hanno mai incontrato; i gatti si addolorano solo per compagni familiari. I gatti non mostrano gli stessi modi ritualizzati di affrontare il loro dolore come fanno gli umani, ma esibiscono i propri segni di lutto.

I gatti sono consapevoli della morte?

Il dolore nel lutto si verifica a causa della brusca e improvvisa interruzione dell’attaccamento. Sebbene i gatti siano considerati distanti e solitari, in realtà sono animali sociali e sono capaci come i cani di formare attaccamenti profondi a persone e altri animali. È quindi ovvio che una rottura di quell’attaccamento porta al lutto.
I gatti sono consapevoli che una persona familiare o un gatto compagno è assente e possono cercare quella persona o gatto anche per molto tempo. La morte o l’assenza di qualcuno può cambiare una gerarchia stabilita. L’improvvisa assenza di qualcosa di familiare è angosciante per molti gatti. Basti pensare alle mamme gatte i cui gattini vengono portati via e che spesso cercano i loro cuccioli per molti giorni, continuando a camminare e piangere. Oltre al dolore fisico delle ghiandole mammarie gonfie di latte, le mamme mostrano vero e proprio dolore mentale.

Alcuni proprietari dicono che i gatti sopravvissuti non cercano un compagno, dopo aver visto il corpo. Altri possono annusare il corpo, leccarlo e magari cercare di svegliare il loro compagno prima di concludere che il loro amico se n’è andato.

L’assenza improvvisa può essere dovuta anche a una persona che si allontana da casa, ad es. un ragazzo che va all’università o che lascia completamente casa; un familiare malato o anziano che va in ospedale o in una casa di riposo; divorzio; un altro animale domestico scompare o viene introdotto o il gatto stesso che viene collocato altrove. Tutti questi eventi lasciano dei traumi nella vita di un gatto e, a seconda di quanto il gatto era attaccato alla persona scomparsa, possono causare la reazione che chiamiamo dolore. A differenza degli umani, i gatti non capiscono il concetto di separazione temporanea e qualsiasi separazione lunga è, nella mente del gatto, permanente.

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Gli stadi del lutto

Il primo stadio del dolore è l’attivazione. Durante l’attivazione, il gatto in lutto può passare ore o giorni a cercare il compagno mancante. Se il compagno mancante è un membro della famiglia umana, il gatto può avvicinarsi alla porta ogni volta che qualcuno entra in casa. I gatti esterni possono cercare il loro territorio o sedersi sulla soglia aspettando il compagno assente. Se il tuo gatto inizia a cercare, potresti dover restringere i suoi movimenti per diversi giorni. Questo stadio è seguito dalla depressione. Nel giro di poche settimane (occasionalmente più a lungo), i periodi di depressione si accorciano e diventano meno frequenti e il comportamento normale si ripresenta. Il comportamento normale può includere alcune modifiche comportamentali permanenti legate ai cambiamenti dei diritti territoriali o della posizione sociale.

In media, il processo di guarigione dura tra due settimane e sei mesi. Durante questo periodo, un gatto in lutto avrà bisogno di rassicurazione e attenzione. Questo non significa forzare l’attenzione su un gatto estraneo, ma significa piccole cose come offrire del cibo, erba gatta o nuovi giocattoli per stimolare il gatto  o per ridurre l’eccessivo attaccamento del gatto verso l’umano o un altro gatto presente. Se il gatto è gravemente colpito o non mostra segni di superare il suo dolore, il veterinario dovrà prescrivere farmaci anti-ansia. Potresti anche prendere in considerazione i rimedi complementari e naturali rivolgendoti ad un esperto.

Se il gatto è da solo, alcuni proprietari si chiedono se debbano accogliere un nuovo compagno per prevenire la solitudine. Innanzitutto questo non funziona per tutti. Il nuovo gatto sarà visto come un intruso e un invasore territoriale.

Permettere agli animali rimasti di elaborare autonomamente il loro nuovo ordine sociale. Anche se il cibo e l’attenzione extra aiuteranno un gatto depresso, cerca di non lasciare che il gatto diventi più  più attaccato (questo può portare a un’ansia da separazione quando esci di casa per qualsiasi motivo). I gatti sono creature di routine, quindi cerca di non cambiare troppo la routine in quanto ciò causerà ulteriore stress. Se il compagno assente era un cane (che aveva bisogno di passeggiate) o una persona, un cambiamento nella routine sarà inevitabile. Se possibile, cerca di stabilire e attenersi a una nuova routine, non troppo dissimile da quella precedente, il prima possibile. Ciò consentirà a un gatto in lutto di affrontare un fattore di stress alla volta.

Quali sono i cambiamenti comportamentali?

Quando la struttura della famiglia viene sconvolta dalla morte di una persona o di un altro animale, la vita cambia per gli animali rimasti. Nei gatti, il cui olfatto è migliore del nostro, ciò include l’assenza di particolari profumi. Come animali altamente territoriali, anche lo status di chi possiede un tale luogo di riposo o un diritto di passaggio, è cambiato; se ci sono diversi gatti nella famiglia, alcuni dei disagi (e conflitti occasionali) saranno dovuti alla divisione di questi diritti territoriali tra i gatti rimasti, un pò che le eredità famigliari umane…

Se i gatti erano socievoli, i gatti rimasti possono cercare, miagolare o persino piangere. Altre modifiche includono cambiamenti del comportamento di sonno, perdita di interesse nelle attività preferite, isolamento o ansia da separazione, depressione e alterazioni del comportamento alimentare. Poiché gli ormoni dello stress sono secreti, ci possono essere effetti fisici come disturbi dello stomaco, perdita di peli (spesso attraverso una cura eccessiva poiché il grooming è un’attività rassicurante) e un minzione fuori dalla cassettina.

I gatti rimasti avranno bisogno di attenzioni individuali e rassicurazioni. Se erano asociali o indifferenti l’uno all’altro, i gatti rimasti possono semplicemente riorganizzarsi in una nuova gerarchia, dividendo tra loro il territorio degli ex compagni.

Alcuni proprietari notano che i loro gatti assumono addirittura modelli comportamentali del gatto scomparso. Non c’è nulla di soprannaturale in questo – certi privilegi e luoghi una volta accordati al gatto scomparso sono ora in gioco. Questi potrebbero essere:  il punto principale sul letto o il permesso di mangiare in un determinato luogo. Con ogni probabilità, il gatto deceduto ha difeso questi diritti durante la sua vita (forse semplicemente fissando i suoi compagni) e i gatti ora vedono questi comportamenti come parte della gerarchia.

Cosa possiamo fare?

La vita diventa improvvisamente molto diversa per il gatto che subisce il lutto. I gatti che soffrono per la mancanza degli altri gatti richiederanno maggiore attenzione, compassione e rassicurazione durante questo periodo.
Se il gatto in lutto aveva accesso all’aria aperta, questo dovrebbe essere limitato, in quanto il gatto può vagare in territori sconosciuti e entrare in situazioni pericolose mentre cerca il compagno smarrito. Il tempo guarisce tutte le ferite e se il gatto mostra altri segni di depressione (scarso appetito, cambiamento nel modo di dormire, eccessiva vocalizzazione, overgrooming, ricerca), questi si dissipano spesso dopo alcune settimane, anche se questo processo può richiedere fino a sei mesi.

Arricchire l’ambiente, offrendo nuovi giocattoli, premi in cibo, ecc. è utile e consigliato. In una famiglia con molti gatti, i gatti alla fine risolveranno da soli il nuovo ordine sociale. Se prendere subito un gatto sostitutivo è un’ idea discutibile. Un gatto in preda al dolore potrebbe non essere in grado di gestire lo stress aggiuntivo di un nuovo intruso felino.
Come per gli umani, i gatti hanno bisogno di tempo per elaborare la perdita.
Molto spesso se viene dato loro il tempo di “piangere”, ritorneranno ad alcuni dei loro vecchi rituali oppure svilupperanno nuovi rituali.

Se il defunto è morto a casa, allora è una scelta personale se lasciare che il gatto veda il defunto.

E tu come ti senti?

Anche se può sembrare una domanda strana, come stai rispondendo alla perdita? I gatti sono sensibili ai cambiamenti nelle emozioni umane, nel comportamento e nella routine. Se sei turbato, il tuo gatto risponderà a questo e potrebbe diventare ansioso, depresso, agitato o addirittura ammalarsi fisicamente. .

Quando c’è una morte umana nella famiglia, ci saranno probabilmente degli sconvolgimenti e le esigenze degli animali domestici sono in basso nella lista delle priorità. Cerca di trovare il tempo per il tuo animale domestico, preferibilmente un orario regolare ogni giorno.

Perchè il mio gatto non copre le feci?

Prima di tutto, cominciamo con il dire che i gatti sono animali naturalmente puliti. Basti pensare a quante ore dedicano alla pulizia personale ed è difficile che sporchino eliminando fuori dalla cassettina se non ci sono cause sottostanti di origine organica o comportamentale. I gatti tendenzialmente, quindi, coprono le loro feci, tuttavia non lo fanno solo per scopi igienici. Ci sono diversi motivi del perché non sempre coprono le feci e ora scopriremo quali sono.

ORIGINI DEL COMPORTAMENTO

I gatti selvatici che seppelliscono i loro escrementi lo fanno fondamentalmente per due motivi: uno è quello di occultare la loro presenza a possibili predatori. L’altro è mostrare che non stanno sfidando altri gatti dominanti. I gatti più dominanti raramente seppelliscono le feci e spesso lasciano spruzzi di urina in luoghi molto elevati per rendere la loro presenza ancora più prominente. In natura, quindi, i gatti coprono le loro feci per nascondere le loro tracce in modo che i predatori non possano seguirli soprattutto nella tana se è presente la cucciolata. In natura, i felini dominanti (inclusi i grandi felini come giaguari, leopardi, leoni e tigri) che competono per il territorio non seppelliscono le loro feci, inviando un messaggio ben chiaro: “quel posto è mio!”.

Anche i  gatti  domestici seppelliscono le loro feci per il semplice motivo che vogliono mascherare il loro odore. Questo non è semplicemente dovuto a preoccupazioni igieniche – va piuttosto oltre. Infatti, i gatti seppelliscono le loro feci in modo che altri predatori o membri della stessa specie non possano localizzare il loro territorio.

Quindi un gatto domestico può scegliere di non seppellire le sue feci per permettere ad altri gatti di conoscere la sua presenza.
L’odore delle feci sottolinea la presenza di quel particolare gatto.
I gatti domestici (Felis catus) conservano lo stesso forte istinto di autoprotezione. Anche se non ci sono predatori nella tua casa, il tuo gatto potrebbe non sentirsi così sicuro (forse per la presenza di altri gatti o altri animali) e seppellirà le sue eliminazioni.

PROBLEMI ORGANICI

Si citano le parole di un veterinario: ”qualsiasi condizione medica che potrebbe causare dolore o dolore associato alla lettiera, come una condizione del tratto urinario o una dolorosa infezione alla zampa, problemi intestinali, di stitichezza ecc.. potrebbero indurre il gatto a non eliminare nella cassettina. “
Appurato con il Veterinario che non ci siano problemi medici, il problema potrebbe essere di tipo comportamentale.

SVILUPPO DEL GATTINO

L’ereditarietà potrebbe essere un motivo di questo comportamento. Alcuni gatti non imparano mai a coprire le feci, la preferenza si stabilisce intorno alle 7 settimane di vita. Questo significa che non sempre il non coprire le feci è indice di un problema comportamentale, ma può essere semplicemente una preferenza sviluppata o appresa. Il comportamento di eliminazione è sia innato sia appreso da mamma gatta. Ovvero, la sequenza di eliminazione è innata, ma il tipo di substrato e la zona in cui eliminare sono appresi dalla mamma. Va da sé che se mamma gatta non è presente nella fase di sviluppo del gattino e non ci sono altri gatti presenti, il piccolo potrebbe non apprendere delle fasi importanti di questo comportamento.

SEGNALE TERRITORIALE

L’odore fa sì che gli altri gatti siano a conoscenza della sua presenza. A differenza di altri gatti che seppelliscono le loro feci, quelli che non lo fanno possono voler chiaramente affermare che quello è il loro territorio. Di conseguenza, di solito defecano in luoghi di grande significato come letti, divani e sedie in modo che l’odore possa diffondersi meglio e affinché il messaggio sia compreso bene. Questo si verifica quando in casa sono presenti più gatti, la cui convivenza non è proprio armoniosa. Può verificarsi anche in presenza di un nuovo arrivato, conspefico o non e anche umano!
Attenzione però, ci sono gatti molto sensibili che vengono posti in una condizione di insicurezza nel territorio anche in presenza di gatti che frequentano il giardino o che si aggirano intorno alla casa.

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PROBLEMI DI LETTIERA

Per alcuni felini, la lettiera stessa può essere il problema da cui ha origine il comportamento!
Quando si tratta di lettiere, ci sono diversi parametri di cui tenere conto:
Dimensione – Forse la lettiera del tuo gatto è troppo piccola perché possa girarsi fisicamente all’interno per seppellire le sue deiezioni.
Pulizia – alcuni gatti possono essere davvero schizzinosi – forse non piace la sensazione della sabbietta a livello tattile, o la cassettina è troppo sporca. Un forte odore (percepibile come forte dal gatto, ma forse non sempre da noi) potrebbe indurlo a non preferire passare più tempo all’interno della cassettina igienica.


Numero di lettiere – nel mondo del gatto domestico vige la regola n. di lettere per gatto + 1! Quindi se ci sono più gatti bisogna provvedere a più lettiere. Questo per evitare un’insufficiente disponibilità di questa risorsa.
Tipo di cassettina – molti preferiscono la lettiera con coperchio in cui si sentono più sicuri e meno vulnerabili, altri preferiscono quella aperta con vie di fuga molto facili. Queste due variabili sono da considerarsi assolutamente in casi di presenza di più gatti nel territorio di casa.
Tipo di sabbietta – granuli grossi o fini? E’ necessario individuare la preferenza del substrato di Micio
Posizione – la posizione deve essere adeguata, ovvero in un luogo appartato, poco frequentato, di facile accesso e non disturbato.

Bisogna, inoltre, anche assicurarsi che le lettiere non siano bloccate da gatti prepotenti o altri animali domestici. Inoltre, per i gatti più anziani con artrite, va disposta una cassettina con i bordi bassi in modo che possano facilmente entrare.

 

Catnip, che cos’è e perchè il gatto ne va pazzo?

I gatti, come molti grandi felini come il leone e la tigre, sono sensibili a un olio volatile trovato negli steli e nelle foglie della pianta cosiddetta Catnip o Nepeta Cataria.
Quando i gatti annusano la catnip mostrano diversi comportamenti che sono comuni alle gatte nel periodo di calore: strofinano la testa e il corpo sull’erba, rotolano, vocalizzano ecc… Questa risposta dura per circa 15/20 minuti, dopo di che il gatto diventa temporaneamente immune agli effetti della catnip per circa 30 minuti.

Che pianta è?

Le piante di Catnip (Nepeta cataria e altre specie Nepeta) fanno parte della famiglia delle Lamiaceae alle quali appartiene anche la menta e contengono oli volatili. Originaria dell’Europa, dell’Asia e dell’Africa, fu importata in Nord America dai coloni; al giorno d’oggi, la pianta è popolare nei giardini e cresce ampiamente come un’erbaccia.
Il nome del genere, Nepeta, è un riferimento a Nepete, che è un’antica città etrusca. Ci sono circa 250 specie di questo genere, e catnip è una di loro.
L’ingrediente principale di questa pianta è chiamato nepatalactone e colpisce il sistema nervoso di gatti e umani, anche se in modi diversi.

Tutti i gatti sono sensibili alla Nepeta Cataria?

La risposta al nepetalactone è ereditaria; circa il 70-80% dei gatti mostra questo comportamento in presenza della pianta, secca o fresca. Inoltre, non ha effetto sui gattini fino a quando non hanno circa tre mesi.
Non tutti i gatti, quindi, sono suscettibili agli effetti del catnip. Ogni gatto risponde a modo suo, difatti, un certo numero di gatti reagisce nel modo opposto e diventa molto rilassato quando esposto alla catnip.

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Come funziona?

Il Nepetalactone, uno degli oli volatili presenti nella catnip, entra nel tessuto nasale del gatto, dove si ritiene si leghi a recettori proteici che stimolano i neuroni sensoriali. Queste cellule, a loro volta, provocano una risposta nei neuroni del bulbo olfattivo, che proiettano a diverse regioni del cervello tra cui l’amigdala, che media le risposte emotive agli stimoli e l’ipotalamo,  che ha un ruolo nel regolare un pò tutto, dallo stimolo della fame alle emozioni nonchè il comportamento sessuale.
L’amigdala integra il flusso di informazioni dalle cellule del bulbo olfattivo e ne regola le risposte comportamentali. L’ipotalamo regola le risposte neuroendocrine creando una “risposta sessuale”. Cioè, il gatto essenzialmente reagisce a un feromone di gatto “artificiale”.
I ricercatori sono giunti alla conclusione, infatti, che l’ingrediente principale di catnip è simile ai feromoni di gatto. Questo sembra essere il motivo principale per cui i gatti lo amano così tanto.

Quali sono gli effetti?

Sebbene induca i gatti a imitare il modo in cui si comportano quando sono in calore, sembra che non mostrino alcun interesse sessuale reale, né influenzino altri gatti comportandosi in questo modo. E’ stato comunque dimostrato che i gatti maschi rispondono più fortemente delle femmine.  Per quanto riguarda gli effetti sui gatti, i gatti di solito possono diventare iperattivi ed energici durante l’effetto o sonnolenti. A volte alcuni gatti agiscono in modo aggressivo  e molti proprietari all’inizio sembrano preoccupati.

Che effetti fa sull’uomo?

Gli umani reagiscono in modo diverso alla catnip. I nativi americani, una volta usavano questa erba per calmare li pianti incontrollabili dei bambini che soffrivano di coliche. Viene anche utilizzata tuttora come leggero sedativo in alcune tisane. Nei circoli di medicina alternativa, è comunemente raccomandata dagli erboristi per ridurre l’emicrania per il raffreddore e l’influenza ed è ampiamente riconosciuta per la sua capacità di sostenere il tratto gastrointestinale, alleviare la flatulenza e persino a fermare la diarrea, diminuire l’insonnia, il nervosismo e l’anoressia stimolando l’appetito, o è utilizzata come una pasta a base di erbe per ridurre il gonfiore associato all’artrite e alle lesioni dei tessuti molli.
Catnip stimola l’appetito, aiuta la digestione, aiuta a calmare gli animali nervosi e incoraggia il sonno di qualità. Catnip è ricca di vitamine, minerali e acidi essenziali.

Ci sono delle controidicazioni?

Catnip non crea dipendenza; infatti, Micio può diventarne immune se costantemente esposto ad essa.
Il Nepetalactone è un terpene composto da due unità di isoprene, con un totale di dieci atomi di carbonio. Questo composto organico si trova anche in altre piante come Timo, Menta, ad esempio, e in dosi elevate è tossico per il gatto. La sua struttura chimica è simile anche a quella dei valepotrati derivati ​​dall’erba valeriana, che è un sedativo moderato del sistema nervoso centrale (o stimolante per alcune persone). Eppure, anche se i terpeni possono essere tossici per il gatto, incredibilmente la catnip non provocherà danni al gatto, perché la normale concentrazione di nepetalactone nella pianta non è pericolosa.

Da diversi studi, infatti, risulta essere quasi impossibile per un gatto sperimentare un grave episodio di avvelenamento dal consumo di una pianta fresca di catnip. Mentre la catnip fresco contiene da 0,3 a 1,0 per cento di olio volatile, che è più che sufficiente a causare cambiamenti comportamentali in un felino, ma non a creare dei danni.
Questa pianta, quindi, è completamente atossica per i gatti, anche se, a seguito del consumo di una grande quantità di erba gatta fresca, è possibile ch si verifichino reazioni di vomito o diarrea, ma questo è raro e auto-limitante

Dove si compra?

La Catnip si presenta in varie forme: spray catnip, liquido, erba secca, giocattoli freschi e catnip. E’ facilmente acquistabile in qualsiasi negozio di animali. Si può eventualmente anche coltivare a casa ed essere così certi della purezza del prodotto.

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