Comportamento, psicologia, etologia, relazione e benessere del gatto

LA STERILIZZAZIONE DEL GATTO MASCHIO

Articolo a Cura di Dott.ssa Amalia Allegro – Medico Veterinario

Il comportamento sessuale di qualunque specie animale, uomo compreso, è sotto il controllo di ormoni steroidei (di natura prevalentemente lipidica) prodotti da specifiche ghiandole indicate come gonadi, sia maschili che femminili, deputate alla riproduzione.

Individuiamo come gonade maschile i testicoli con il suo rispettivo ormone testosterone e come gonade femminile le ovaie con i rispettivi ormoni estrogeni.

Quando si parla di castrazione di un gatto maschio si indica una ben precisa tecnica chirurgica denominata orchiectomia, attraverso la quale vengono asportati completamente i testicoli dell’animale e di conseguenza viene a cessare gran parte della produzione dell’ormone testosterone, responsabile del comportamento sessuale del gatto maschio.

Diversa dalla vasectomia (ormai non più praticata) in quanto comporta la resezione dei dotti deferenti necessari all’uscita del liquido seminale, ma la permanenza dei testicoli e quindi il mantenimento del comportamento sessuale con tutte le sue conseguenze di carattere gestionale.

Anatomia dell’apparato riproduttivo

Ricordiamo brevemente l’aspetto anatomico dell’apparato riproduttore maschile del gatto per poter comprendere la metodica utilizzata in corso di castrazione chirurgica.

Durante la vita intrauterina le gonadi sono già presenti in cavità addominale e solo a seguito dell’azione dell’ ormone testosterone, presente solo nel maschio, si verificherà la differenziazione in testicoli con la loro successiva discesa dalla cavità viscerale verso l’esterno dopo la nascita.

La borsa o sacco scrotale è una formazione di forma sferica rivestita esternamente dalla cute e numerosi peli lanuginosi, posta in posizione sub anale e sopra il prepuzio.

La borsa è divisa da un setto mediano, evidente esternamente perché si prolunga all’indietro sul perineo e in avanti sulla superficie del prepuzio, e internamente definisce le due logge testicolari in ciascuna delle quali è accolto un testicolo, l’epididimo e parte del funicolo spermatico

Al di sotto della cute di rivestimento si trovano gli invogli profondi propri di ciascun testicolo rappresentati da una serie di fibre elastiche e muscolari. Dall’esterno verso l’interno troviamo: il muscolo cremastere, la tunica vaginale comune e la tunica vaginale propria adese come una pellicola ai singoli testicoli.

Al di sopra dei testicoli dalla loggia testicolare fino al tragitto inguinale c’è il funicolo spermatico all’interno del quale troviamo il dotto deferente, l’arteria e vena spermatica, e i nervi destinati alle gonadi.

Preparazione all’intervento

La preparazione del paziente alla castrazione inizia con una sedazione a base di tranquillanti, essendo l’operazione estremamente rapida, non si richiede il passaggio ad una anestesia profonda, favorendo in questo modo un più rapido ed immediato risveglio del paziente.

Si passa quindi alla preparazione del campo chirurgico attraverso una prima tricotomia dello scroto e del prepuzio e successivo scrub chirurgico ovvero disinfezione della parte alternando lavaggi di betadine chirurgico e alcool.

Si appone un telo sterile sul paziente, forando la zona di interesse per isolare e visualizzare solo la parte interessata.

L’intervento

Si passa all’ unica incisione che verrà effettuata con bisturi sul rafe mediano che permetterà di vedere i testicoli interni. Si tiene con due dita un testicolo e si incide con il bisturi le tuniche vaginali, questo permetterà l’ esteriorizzazione del testicolo.

Nella parte alta saranno visibili il dotto e i vasi sanguigni accollati tra loro da uno strato sieroso.

Esercitando una lieve trazione si favorirà la fuoriuscita del funicolo in modo da poter isolare i due filamenti elastici, che verranno legati tra di loro, oppure direttamente tutto il funicolo spermatico su se stesso.

In questo modo non sarà necessario utilizzare alcun punto di sutura, in quanto con un semplice nodo il vaso non perde sangue e inoltre la porzione legata andrà nei giorni seguenti a cicatrizzarsi.

Anche il taglio cutaneo verrà lasciato senza punti di sutura che darebbero fastidio all’animale con conseguente leccamento e grattamento e quindi rischio di infezione. Il semplice accollamento dei lembi farà si che in pochissimi giorni la ferita si chiuda in modo fisiologico.

L’ultima accortezza è l’inoculazione sottocute di un antibiotico long action che proteggerà l’animale dalle infezioni per il tempo utile alla formazione della cicatrice.

Cosa possiamo dire dal punto di vista comportamentale?

Articolo a cura Di Ewa Princi – Consulente esperta in Comportamento e Psicologia del Gatto

Perchè sterilizzare il gatto maschio? Dal punto di vista comportamentale.

Il vagabondaggio si riduce del 90%

L’aggressività tra maschi si riduce del 75%

La marcatura urinaria si riduce del 60%

Il comportamento di monta si riduce dell’80%

Il comportamento di monta

Sicuramente è uno shock per il proprietario quando soprende il proprio gatto, sterilizzato, in atteggiamenti di monta con il suo peluche preferito, un altro gatto, magari pure maschio o la sua gamba!

Che cosa sta succedendo?

La monta è ancora un comportamento non del tutto chiaro, quello che è certo è che comportamenti di monta, marcatura e lotta, non sono interamente controllati dagli ormoni, ma molto spesso c’è una componente di apprendimento.

Qui di seguito alcune possibili risposte a questo stranissimo comportamento:

  1. Sono ancora presenti gli ormoni sessuali. La produzione degli ormoni che governano il comportamento sessuale, può non essere ancora completamente cessata. Ci vogliono, infatti circa 6-12 settimane perchè tutti gli ormoni in circolazione siano sradicati. Bisogna, quindi, attendere questo periodo. Facciamo un ulteriore appunto: gli ormoni maschili del surrene sembrano essere sufficienti per realizzare questo comportamento. Questi ormoni continuano a produrre una piccola quantità di ormoni sessuali.

  2. Il gatto è stato sterilizzato tardivamente. Può succedere che gatti che siano stati sterilizzati a qualche anno di età, mantengano questo comportamento. Gli ormoni collegati al comportamento sessuale che causano la monta, il desiderio di scappare alla ricerca di una femmina, la marcatura urinaria, vengono ridotti di molto o addirittura non vengono prodotti, in gatti che sono stati sterilizzati in giovane età, a circa 6-8 mesi. In caso contrario, si tratta di comportamenti che sono difficili da sradicare, nonostante la sterilizzazione, perchè sono divenuti “appresi”, quindi ormai già facenti parte del suo modulo comportamentale.

  3. Il gatto può essere stressato. Forse è stato introdotto un nuovo amico in casa oppure ha vissuto un trasloco o qualsiasi cambiamento che può averlo stressato. Questo comportamento può essere esibito quando il gatto si trova in una situazione stressante e in questo modo il gatto riesce ad alleviare un pò d’ansia.

    Clicca qui per i consigli pratici

  4. Il gatto ha bisogno di sfogare l’energia accumulata. Quando l’ambiente non presenta molti stimoli e non è arricchito o manca una sufficiente interazione con l’umano di riferimento, il gatto potrebbe manifestare questo comportamento come sfogo di energia accumulata.

  5. Il gatto ricerca maggiori attenzioni. Quando questo comportamento viene esibito sulle gambe o braccia dell’umano, potrebbe essere che il gatto stia cercando una maggiore interazione ed attenzione da parte del suo convivente umano.

  6. Gatti più anziani possono esibire questo comportamento, generalmente femmine, verso gattini più giovani. Questo caso non è ancora ben chiaro, ma sembrerebbe che si tratti di un comportamento di disciplina materna e non sessuale. Questo comportamento è naturalmente esibito da mamma gatta verso i suoi cuccioli, quindi si presuppone che può capitare che lo stesso venga esibito anche in età adulta da una femmina verso un gatto più giovane.

Raccomandiamo, in presenza di questo comportamento, di interpellare sempre innanzitutto il proprio medico veterinario per eseguire un’accurata visita e successivamente un esperto in comportamento animale perchè possa valutare il caso, classificarlo e di conseguenza intervenire in modo appropriato.

Share this post
  , , , , , , ,


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *