ROMA – PERCORSO FORMATIVO PER OPERATORI IN BENESSERE ETOLOGICO DEL GATTO con Diploma di II livello in Consulente per la Relazione e Convivenza con il Gatto (CRCG) Roma 2018

PERCORSO FORMATIVO PER OPERATORI IN BENESSERE ETOLOGICO DEL GATTO con Diploma di II livello in Consulente per la Relazione e Convivenza con il Gatto (CRCG) Roma 2018 – ISCRIZIONI APERTE –

Il Percorso Formativo BEG è un percorso completo sull’etologia del gatto che va non solo ad accrescere la cultura personale sul gatto, ma anche a formare mediatori capaci di individuare squilibri nella convivenza con l’essere umano e con altri animali che possono essere comportamentali, comunicativi o relazionali e di convivenza. La conoscenza etologica dell’animale con il quale ci si relaziona è alla base di una convivenza felice, armoniosa, equilibrata e appagante per entrambi i soggetti coinvolti.

Si divide in tre livelli.

Clicca qui per la Brochure IL PERCORSO FORMATIVO BEG

LIVELLO I: La parte teorica si compone di 6 weekend formativi, uno al mese, per un totale di 72 ore con lezioni frontali, 20 ore con lezioni in e-learning e stimate circa 48 ore di studio a casa.

Gli argomenti e le date per il 2018 sono:

MODULO 1

24 novembre 2018 dalle 9 alle 18.30
BASI BIOLOGICHE DEL COMPORTAMENTO, EVOLUZIONE E DOMESTICAZIONE DEL GATTO DOMESTICO
Felis Catus

ETOLOGIA E APPRENDIMENTO DEL GATTO

25 novembre 2018 dalle 9 alle 13

FASI DI VITA E SVILUPPO COMPORTAMENTALE
I SENSI DEL GATTO

MODULO 2

15 dicembre 2018 dalle 9 alle 18,30

NUTRIZIONE FELINA (Modulo con Medico Veterinario)

IL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

ETOGRAMMA DEL GATTO DOMESTICO Felis Catus

16 dicembre 2018 dalle 9 alle 13
EMPATIA, EMOZIONI FELINE E DIMENSIONI DELLA RELAZIONE UOMO-GATTO

MODULO 3

19 gennaio 2019 dalle 9 alle 18,30

CENNI DI MEDICINA FELINA (Modulo con Medico Veterinario)

GATTILI, PENSIONI, COLONIE, CAT SITTING

FASI DELLO SVILUPPO COMPORTAMENTALE

20 gennaio 2019 dalle 9 alle 13
GIOCO E TERAPIA DEL GIOCO

MODULO 4

16 febbraio 2019 dalle 9 alle 18,30
IL TERRITORIO

LA COMUNICAZIONE FELINA
17 febbraio 2019 dalle 9 alle 13
AMBITI  DI INTERVENTO e tecniche di colloquio 1a parte

MODULO 5

09 marzo 2019 dalle 9 alle 18,30
I DIVERSI SQUILIBRI COMPORTAMENTALI
10 marzo 2019 dalle 9 alle 13
TECNICHE DI COLLOQUIO 2a parte ED ESERCITAZIONI


MODULO 6

13 aprile 2019 dalle 9 alle 18,30
PREVENZIONE AI PROBLEMI DI CONVIVENZA, RELAZIONE, COMUNICAZIONE

PSICOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE
14 aprile 2019 dalle 9 alle 13
ESERCITAZIONI

Due moduli in modalità e-learning:

Anatomia felina

Origini, storia e razze

Livello II: La parte pratica si compone di tre giornate interamente dedicate all’osservazione della comunicazione e interazione tra felini e tra gatto ed essere umano, casi reali di problematiche comportamentali, consigli ed esame di casi con reali proprietari di gatti.
Le date per il Livello II per il 2018 sono 17-18-19 maggio 2019

Al termine è previsto un esame pratico conseguendo il Diploma del CCF e quello Internazionale ISAP in Consulente per la relazione e convivenza con il gatto (CRCG).

Livello III: prevede la possibilità di accedere alla Certificazione Nazionale di Competenza Tecnica rilasciata da Progetto Italia e Oipes (Organizzazione Italiana Professionisti Educazione e Sport) e l’inserimento nel Registro Nazionale Privato degli Operatori in Benessere Etologico del Gatto dopo aver completato i livelli precedenti, presentato il proprio Cv e seguito i corsi avanzati e redatto una tesina, tramite esame integrativo con la Commissione Nazionale.

Il Percorso si svolge a Roma.

Con questo Corso e conseguente diploma il Centro di Cultura Felina offre:

☑ 72 ore di lezioni in aula

☑ 20 ore di lezioni in e-learning

☑ 48 ore di studio a casa
☑ 16 ore di pratica
☑ 1 stage pratico durante il corso nella fiera più importante d’Italia – Quattro zampe in fiera
☑ Stage pratici organizzati dal Centro in eventi nelle più importanti città del Nord/Centro Italia
☑ Tirocini presso gattili e rifugi

☑ Lavorare indipendentemente come Consulente CRCG
☑ Possibilità di collaborare con il Centro nella redazione di articoli
☑ Possibilità di collaborare con il Centro nella stesura di materiale informativo con distribuzione nazionale
☑ Completo appoggio e assistenza da parte del Centro di Cultura Felina® nelle iniziative e nei progetti personali
☑ Continua formazione e aggiornamenti presso il Centro dopo il Diploma
☑ Possibilità di diventare Formatore accreditato del Centro in seguito a integrazione corsi specialistici
☑ Possibilità di partecipare al Bando di Alta Formazione Universitaria previa integrazione corsi, ricevendo il Diploma in Alta Formazione Universitaria

Tutti i diplomati che rimangono affiliati al Centro hanno pieno sostegno anche in eventi propri o iniziative organizzate dallo studente diplomato, continua assistenza in consulenze e opportunità come elencate sopra.

Il corso è accreditato da I.S.A.P. International Society of Animal Professionals -Ente Internazionale che raggruppa i Professionisti del Settore Animale Mondiale

e da Progetto Italia (ente di ricerca scientifica in ambito sociale e sportivo iscritto all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche con codice 59948 DBI attribuito dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca – www.progettoitaliaformazione.it )

QUOTA DI PARTECIPAZIONE:

Per la partecipazione al livello I è richiesto un contributo minimo di € 1400,00 dilazionato in tranche.
L’iscrizione al corso si conclude mediante l’invio del modulo di iscrizione, compilato e firmato. L’invio del modulo va effettuata tramite e-mail all’indirizzo centrodiculturafelina@gmail.com e l’iscrizione si intende formalizzata con il versamento della quota di contributo di € 200,00
Le restanti tranche si intendono come segue:
Al primo modulo € 200,00
Al secondo modulo € 200,00
Al terzo modulo € 200,00
Al quarto modulo € 200,00
Al quinto modulo € 200,00
Al sesto modulo € 200,00

Per la partecipazione al Livello II è richiesto un contributo minimo di € 300,00 da versare in un’unica soluzione.

Per la partecipazione al Livello III è necessario aver terminato e superato i livelli precedenti. Si può accedere solo dopo la frequentazione del Corso Avanzato BEG. Dopo l’esame si ottiene la Certificazione Nazionale di Competenza Tecnica rilasciata da Progetto Italia e Oipes (Organizzazione Italiana Professionisti Educazione e Sport) e l’iscrizione nell’Albo Nazionale degli Operatori del Benessere Etologico del Gatto.

Tale contributo è minimo e si intende a copertura delle spese del corso. Qualora lo studente volesse versare una quota maggiore a sostegno delle attività del Rifugio dell’Associazione potrà farlo a sua discrezione.

Al primo modulo va, inoltre, versata in loco la quota associativa pari a € 20,00.

Lo studente non può accedere al II livello del corso se non ha superato l’esame teorico.

Scarica qui il Modulo di iscrizione BEG BASE ROMA

Perchè studiare con il CCF?
☑ Perchè il Centro di Cultura Felina è il Primo Centro in Italia interamente ed esclusivamente dedicato al gatto, alla sua etologia, alla sua psicologia, allo studio del suo comportamento e della sua relazione con l’uomo.
☑ Perchè il metodo BEG (Benessere Etologico del Gatto) è un metodo certificato a livello nazionale da Progetto Italia
☑ Perchè il completamento positivo del Percorso dà la possibilità di ricevere un Diploma internazionale da I.S.A.P. e la certificazione Nazionale di Competenza Tecnica da Progetto Italia (MIUR).
☑ Perchè solo il CCF dà la possibilità ai suoi studenti di partecipare a stage e tirocini importanti

Se hai deciso di iscriverti trasformando così la tua passione per gli animali in lavoro contattaci via mail centrodiculturafelina@gmail.com per ricevere il modulo di iscrizione.

FELICI DI AVERTI IN SQUADRA!

Il gioco – un’attività relazionale

Il gioco negli animali adulti tende a diminuire o a scomparire, ma nei nostri animali da compagnia questa diminuzione sembra decisamente meno evidente rispetto ai loro “cugini” selvatici.
Nel gatto, nonostante sia una specie con caratteristiche neoteniche meno spiccate rispetto al cane, il gioco assume un ruolo importante nella vita adulta e nell’equilibrio della relazione con gli esseri umani.
I gatti adulti giocano poco insieme (meno dei gattini) e giocano di più individualmente, specialmente con oggetti, ma comunque la maggioranza dei gatti domestici adulti gioca tutti i giorni ed è stimato che 1/4 di loro giochi per più di una mezz’ora al giorno.

A circa due settimane il gioco solitario comincia con qualche tentativo del gattino di battere degli oggetti con la zampina. Questo gioco progredisce con la coordinazione muscolare così, a circa tre settimane di età, il gioco sociale comincia ad apparire e si orienta con zampate e morsi occasionali. Dopo un altro paio di settimane le interazioni con la cucciolata e schemi specifici cominciano ad apparire. Dal 35º giorno aggredire, masticare, inarcare la schiena sono comportamenti che compaiono. La lotta appare verso il giorno 43. Scalare e stare in equilibrio iniziano circa il giorno 48. Saltare è un comportamento più variabile nel tempo di sviluppo, di solito va dal giorno 17 al giorno 43.

Tipologie di gioco

Esistono due tipologie di gioco nel gatto:

  • Gioco sociale
  • Gioco individuale in cui troviamo il gioco con oggetti e il gioco senso-motorio

Il gioco sociale, che è presente in tutti i mammiferi sociali, è particolarmente importante per la socializzazione all’interno del gruppo per l’apprendimento delle attività di procacciamento del cibo e per la ritualizzazione dell’aggressività intraspecifica. Il gioco sociale, inoltre, favorisce lo sviluppo dei legami sociali e della comunicazione, ricopre inoltre un ruolo essenziale per lo sviluppo della personalità e della struttura emotiva dell’individuo. Tramite il gioco sociale con i fratelli e la madre, il gattino impara anche a controllare la forza di morsi e graffi.

Per invitare un conspecifico al gioco sociale il gatto si rotola sul dorso ed espone il suo ventre. Occorre comprendere tale postura: è una posizione di gioco, se l’espressione facciale e vocale sono rilassate, ma è una forma di difesa se l’espressione è di paura o di rabbia con vocalizzi di alta intensità e se è in corso un litigio.
I gattini isolati tendono a giocare molto di più individualmente o con la loro mamma rispetto a quelli che crescono con i fratellini, ma in generale, come già esposto, aumenta in frequenza proporzionalmente allo sviluppo anche nei gatti appartenenti a cucciolate numerose.

Il gioco con oggetti permette al gattino di interagire con l’ambiente e sembra preparatorio all’esercizio della caccia.
I gatti sono dei cacciatori formidabili e molti dei loro schemi motori che appaiono nel gioco assomigliano a quelli usati per cacciare e uccidere la preda.

Come giocare con il gatto

Clicca qui per avere più spunti

Dal punto di vista del gioco con l’essere umano, dobbiamo tenere conto dei seguenti aspetti:

  • L’istinto predatorio del gatto si attiva con la percezione del movimento. La maggior parte dei suoi giochi deriva dagli atti motori dei comportamenti di caccia, e la caccia si esercita con il movimento di una preda di piccolo taglio.
  • La caccia finisce con la fuga o la cattura della preda. La cattura rafforza il comportamento di caccia o comunque del gioco di caccia. La fuga della preda tende a rinforzare il comportamento all’inizio, ma a indebolirlo se la preda scappa sempre. In natura il gatto cattura circa una preda su 10 battute di caccia. Dovrà quindi, nel gioco, poter prendere l’oggetto più di una volta su 10.
  • Il topo e l’uccello, che sono le prede favorite dal gatto, non rimangono mai immobili e disponibili, quindi i giochi proposti al gatto dovrebbero anch’essi scomparire dalla sessione di gioco. È utile trovare oggetti nuovi e anche luoghi differenti dove poter far giocare il gatto alla caccia. Il gatto ama cacciare alla luce tenue della sera o di primo mattino. Possono bastare da 5 a 15 minuti di sessione di gioco serale per appagare la sua motivazione predatoria.

Modalità di gioco

Le modalità di gioco si differenziano dall’attività predatoria effettuata sul serio o come attività di sostituzione.
L’avvicinarsi furtivamente in corsa, l’accostarsi, l’avvicinarsi strisciando, il balzare, l’azzannare, il trasportare, il rimuovere penne e lanciare via la preda, si susseguono senza alcun ordine prestabilito.
Il felino nel gioco esegue vari movimenti con eccessiva esuberanza che non è richiesta nel normale assolvimento delle funzioni quotidiane. A differenza di quanto avviene nel caso di movimenti compiuti sul serio per raggiungere uno scopo con il minimo sforzo, i movimenti compiuti nel gioco spesso mancano il loro obiettivo.
Un morso di piena intensità di norma non si registra durante il gioco con un partner vivo, mentre può talvolta verificarsi durante il gioco con oggetti inanimati.

Durante il gioco di caccia, il gatto simula tutte le sequenze di caccia arrivando alla fine con un’intensità che aumenta in cui l’intero treno posteriore oscilla da un lato all’altro. Generalmente questo livello massimo di intensità che viene descritto come “dondolio” viene osservato solamente nel gioco, quando un piccolo finge di catturare una preda. Gli adulti di fronte a una vera preda invece fanno al massimo solo un accenno di dondolio.

Il gioco nella relazione uomo-gatto

Il gioco nel gatto costituisce un’attività importante sia nelle fasi di sviluppo che nell’età adulta. Ma non è tutto, attraverso il gioco, infatti, l’umano ha modo di far esprimere le esigenze comportamentali degli animali, sia adulti che cuccioli, a partire dal loro bisogno di esercizio fisico e di stimolazione mentale fino ad arrivare a contribuire, attraverso la gestione delle interazioni giocose, al controllo di alcuni aspetti problematici dal punto di vista comportamentale, ma anche e soprattutto di ricevere una preziosa stimolazione mentale che contribuisce ad “allenare” le loro capacità cognitive, aumentando le possibilità di adattamento ai cambiamenti e contribuendo alla costruzione di un equilibrio emotivo prezioso per la salute psicologica e fisica dell’animale. Il gioco è anche un piacere e uno scambio tra gli animali e i loro padroni, fonte di gioia e soddisfazione per entrambi. Per questi motivi è possibile considerarlo una risorsa relazionale estremamente preziosa.

Difatti, nelle situazioni problematiche, giocare con il gatto può diventare l’unico modo di stabilire un canale di comunicazione con l’animale: le caratteristiche di “non rigidità” e di spontaneità che sono proprie delle interazioni giocose possono mettere il proprietario nelle condizioni di gestire alcuni aspetti del comportamento dell’animale e di fornire delle risposte corrette senza usare la forza o la costrizione.

Gatti e paura dell’umano

I gatti possono sviluppare la paura dell’umano o di persone che non conoscono per molte ragioni.

I gatti sono creature in gran parte solitarie. In natura il gatto vive da solo, caccia da solo e non ha abilità sociali particolarmente forti, se non in periodi di accoppiamento e nei gruppi felini femminili dove le gatte cooperano insieme nell’allevamento dei cuccioli.

Gli esseri umani, d’altra parte, sono invece tanto sociali: usiamo il linguaggio, le espressioni facciali e il linguaggio del corpo per esprimere ciò che abbiamo da dire. Impariamo gli uni dagli altri e riceviamo feedback sulle nostre azioni dagli altri. È questa disconnessione, che causa così tanta confusione tra i gatti e i loro proprietari.

I gatti ricordano il loro passato – Forse la causa più comune degli umani deriva dalla loro esperienza passata. I gatti hanno eccellenti ricordi a lungo termine. Eventi infelici o traumatici con qualche specie, ma anche con qualche ambiente particolare, in passato possono instaurare paura o rabbia.

Va da sè, in ogni caso, che la sua eredità genetica, è sotto molti aspetti responsabile del suo livello di socialità.

Ricordiamoci sempre che ogni gatto ha una personalità unica e alcuni sono più estroversi di altri. Tuttavia, se un gatto è calmo e amichevole con la sua famiglia, ma ha paura dei visitatori, molto probabilemente non ha avuto abbastanza esperienza nell’incontrare nuove persone quando era cucciolo. Per essere socievoli e a proprio agio con tutti i tipi di persone, un gatto deve avere frequenti opportunità di incontrare numerose persone nuove e diverse in circostanze piacevoli, mentre è ancora un gattino, specialmente tra le due e le sette settimane.

I gatti che non passano molto tempo con le persone come gattini, per esempio, ex gatti randagi o nati in libertà, potrebbero rimanere paurosi o diffidenti verso le persone anche per tutta la vita! I gatti non generalizzano, pertanto devono avere l’opportunità di incontrare positivamente tutte le categorie umane: bambini, anziani, uomini, donne ecc… Avere una brutta esperienza con una persona può anche rendere un gatto pauroso verso tutte le persone. Questa paura potrebbe rimanere specifica per la persona coinvolta o potrebbe ampliarsi includendo anche altre persone.

Tutto questo è spiegato tramite il processo di imprinting, un periodo ben preciso della vita del gatto che riguarda il suo sviluppo sociale.

Durante questo periodo, che va circa dalla seconda settimana alla nona settimana di vita, il gattino fa delle esperienze positive o negative che riguardano il riconoscimento della propria specie ( il gattino che segue uno sviluppo comportamentale normale e quindi a contatto con mamma e fratellini) le altre specie (il gattino che entra in contatto positivo con altre specie durante questo periodo le considererà amiche) e l’ambiente (il gattino che viene esposto ad un certo tipo di ambiente, rumori, odori, stimoli ecc… lo considererà familiare).

Questo periodo è, quindi, fondamentale, per un corretto sviluppo sociale perchè si tratta di una fase sensibile in cui tutto ciò che Micio apprenderà rimarrà indelebile.

Clicca qui per ulteriori consigli

Come possiamo aiutarlo?

La prevenzione è la migliore medicina. Se hai un gattino, dagli molte possibilità di incontrare nuove persone di diverse età, dimensioni, categorie e sessi. Assicurati che interagisca anche con persone che sembrano uniche per qualche motivo, come persone su sedia a rotelle, persone che indossano cappelli e occhiali e persone con la barba. Ogni volta che il tuo gattino si avvicina a una nuova persona, premialo con lodi, premi in cibo, sessioni di gioco.

Se hai un gatto adulto che ha paura delle persone, il modo principale per aiutarlo a rilassarsi con gli ospiti è di incoraggiarlo ad avvicinarsi molto gradualmente e dargli molti premi lungo la strada.

Quando i visitatori arrivano, prova quanto segue:

  • Chiedi agli ospiti di lasciare che il tuo gatto si avvicini a loro invece di avvicinarsi a lui.

  • Chiedi ai tuoi ospiti di accovacciarsi o sedersi in modo che sembrino più piccoli e meno intimidatori verso il tuo gatto.

  • Tu o qualcuno che il tuo gatto ama e si fida può offrirgli dei premi in cibo o incoraggiarlo a giocare, in presenza dei visitatori, ma non a diretto contatto.

  • Se il gatto non vuole uscire dal suo nascondiglio, non forzarlo.

  • Se il tuo gatto può rimanere abbastanza calmo da mangiare o giocare a distanza dai visitatori, gradualmente attiralo per avvicinarsi con leccornie o giocattoli.

  • Se il tuo gatto arriverà a diversi metri di distanza dai visitatori, chiedi ai tuoi ospiti di lanciare dolci o giocattoli per lui.

Il gatto potrebbe preferire di andarsene o di nascondersi dopo pochi minuti. Lascialo andare e prova un’altra breve sessione più tardi.

Perché alcuni gatti hanno spesso più paura dell’essere umano maschio?

  • Il modo in cui gli uomini parlano. I gatti comunicano vocalmente con dei miagolii acuti perché il loro udito è sintonizzato su una gamma più alta di suoni. Cominciano a ringhiare solo quando si sentono a disagio e si sentono minacciati. Naturalmente, gli uomini parlano in un tono più profondo, più basso e più severo che a volte è equiparato ai ringhi dei gatti,che vengono emessi in situazioni di autodifesa come avvertimento.

  • Gli uomini sono un pò più rudi nei movimenti. I gatti sono estremamente sensibili a movimenti, vibrazioni e suoni. Possono rilevare la punta dei piedi e sentire i tuoi bisbigli. Ogni movimento, soprattutto conunagtto timido o pauroso, deve essere eseguito in modo leggero, non bisogna approcciarsi dall’alto, ma abbassarsi alla sua altezza, non bisogna a tutti i costi allungare la mano per toccarlo o prenderlo in braccio. Lasciare che sia il gatto a decidere di avvicinarsi, magari abbassandosi e allungando la mano perchè possa annusarla. I gatti non amano essere presi in braccio, a meno che non siano stati ben abituati da cuccioli, perchè essere sollevati alla nostra altezza, perdendo l’appoggio fisico delle zampe, non è qualcosa di naturale per il gatto e può essere molto terrificante!

Ricordiamo che qualsiasi cambiamento improvviso nel comportamento del tuo gatto potrebbe indicare una condizione medica di base. Se noti cambiamenti fisici o comportamentali insoliti o se il tuo gatto smette di mangiare, consulta per prima cosa subito il veterinario per escludere problemi medici.

Pages:12»