EVENTO FORMATIVO COMO

Gattofili di Como e dintorni non perdete questo appuntamento formativo il 10 maggio alle ore 19,30 presso La Loggia del Gatto a Lipomo (CO).
Parleremo, naturalmente, del gatto e della sua convivenza con l’umano, come migliorarla, come comprenderlo meglio e come risolvere certe problematiche comuni.
Per adesioni contattate info@laloggiadelgatto.com oppure 327 8275482

Segnali di stress! Quando il gatto è stressato

Il gatto domestico è un animale molto abitudinario e come tale è rimasto legato alle sue consuetudini nei millenni. Ci sono, infatti, dei bisogni che Micio deve poter soddisfare e degli istinti che deve poter mantenere anche in ambiente domestico come ad esempio cacciare, marcare il territorio e proteggerlo, giocare, leccarsi, riprodursi e dormire.

Se questi bisogni/istinti non vengono rispettati, il gatto cerca di adattarsi all’ambiente che lo circonda come può, ma non sempre ci riesce e a quel punto può manifestare uno stato di disagio e di malessere, che può esprimersi in molti modi diversi.

Lo stress è un meccanismo di difesa che non solo è presente negli esseri umani, bensì anche negli animali, e si tratta di una risposta adattativa all’ambiente che permette la sopravvivenza di fronte a situazioni di pericolo. Lo stress è, quindi, una normale reazione del corpo che se troppo intenso o perdura troppo a lungo, può generare malessere e disagio per non parlare di veri e propri disturbi comportamentali, neurosi e depressioni.

Cause di stress

In generale possiamo parlare di stress ogni volta che il nostro gatto modifica le sue abitudini.
Tutto ciò che interrompe la sua routine, lo rende ansioso. Le cause di stress possono quindi essere riconducibili a:

• rumori forti (anche dei lavori in corso in strada, temporali ecc…) • subentro o perdita di un animale o umano nel nucleo famigliare • cambio di casa o del mobilio (modifiche ambientali)
• cambio di lettiera (posizione o substrato)

• sovraffollamento
• mancanza di arricchimento ambientale e quindi noia • carenza di interazione con l’umano e solitudine

Nei gatti il fattore scatenante è spesso di natura sociale e territoriale. Lo stress nei gatti che vivono in casa è spesso dovuto a conflitti di natura territoriale o di convivenza.
Per prima cosa dobbiamo tenere presente che lo stress cronico è in grado di sopprimere le risposte immunitarie, contribuendo all’insorgenza di un’ampia varietà di malattie. Pertanto se riconosciamo in Micio uno dei sintomi che tratteremo di seguito, dobbiamo immediatamente rivolgerci al nostro Veterinario di fiducia per trattare immediatamente eventuali patologie fisiche dovute allo stress. Non solo, ma alcune patologie fisiche

hanno sintomi simili a quelli prodotti dallo stress, quindi la visita di controllo da parte del nostro Veterinario sarà necessaria e prioritaria.

I sintomi si stress

Minzione inappropriata Per minzione inappropriata si intende l’emissione di urine in luogo inappropriato e, quindi, al di fuori della cassetta igienica. Il normale comportamento di minzione del gatto prevede una sequenza comportamentale particolare. Il comportamento di minzione inappropriata consiste nell’emissione di una grande quantità di urina su un substrato orizzontale, preferibilmente assorbente (vestiti, divano ecc…), ma al di fuori della cassetta igienica e con una sequenza che può essere corretta oppure alterata.

Marcatura urinaria Si definisce invece marcatura urinaria l’eliminazione di urina, al fine di lasciare un messaggio di tipo olfattivo e visivo, rivolto ai cospecifici o a soggetti appartenenti ad altre specie, non correlata allo svuotamento fisiologico della vescia. Il comportamento di marcatura urinaria è un comportamento normale nella comunicazione del gatto, sia maschio che femmina. Diventa un sintomo di stress territoriale nel momento in cui viene esibito anche da gatti sterilizzati o comunque in modo eccessivo.

Obesità Il gatto tende a mangiare poco e molto spesso, poiché ha uno stomaco molto piccolo e poco estendibile. In natura non troviamo gatti con questo problema. Mangiare in modo compulsivo, esagerato, escludendo innanzitutto problemi fisici, può essere legato a fattori di stress, più precisamente alla noia.

Grooming eccessivo o la trascuratezza Tra i molteplici motivi del grooming (leccamento) c’è anche quella di avere un effetto calmante e una funzione sociale fondamentale che ogni gatto apprende alla nascita. La mamma, infatti, comincia a leccare i suoi cuccioli nel momento in cui nascono, per eliminare la placenta e per infondere loro calma e sicurezza in un momento traumatico come quello del parto. Il grooming eccessivo (leccamento eccessivo) è un disturbo compulsivo. Tutti i gatti leccano la loro pelliccia, ma un gatto che lo fa eccessivamente arrivando a mordersi o strappare il pelo sta lanciando un segnale preoccupante perchè sta cercando disperatamente di ritrovare la calma. E’ vero anche al contrario, ovvero la trascuratezza della pulizia che spesso può essere associata allo stress e alla depressione.

Aggressività Se Micio è passato da essere un animale docile e mansueto a presentare comportamenti aggressivi, potrebbe star soffrendo una condizione di stress. L’aggressività è stata definita da Konrad Lorenz come il risultato di un accumulo di energia che, anche senza stimoli esterni, può dar luogo ad atteggiamenti aggressivi. Nel gatto episodi di aggressività sono molto comuni e si manifestano all’improvviso. Alla base di questo problema possono esserci paura, irritazione, minaccia, difesa territoriale, restrizione in un luogo chiuso o poco stimolante.

Perdita dell’Appetito La perdita dell’appetito è un segnale frequente di depressione, negli animali quanto negli uomini. Micio potrebbe perdere interesse nei confronti del cibo, mangiare meno di quanto non fosse solito fare e non toccare più le ciotole. Queste variazioni nell’appetito possono provocare una perdita di peso e spesso, escluse malattie, possono essere segnale di stress.

Prevenire lo stress?

ESERCIZIO FISICO E STIMOLI: se Micio vive solo in casa dobbiamo provvedere ad un ambiente stimolante e dinamico per fornire esercizio e divertimento, fondamentali contro la noia e la frustrazione. Non solo, ma tenerlo occupato con attività ludiche, lo aiuta a rilassarsi e quindi è importante fornirgli giochi ed esercizi diversi in modo che non si annoi.

RIFUGI NASCOSTI: è necessario fornirgli luoghi sicuri in cui Micio possa rifugiarsi. Questi rifugi devono essere al riparo dagli sguardi e situati in zone appartate della casa, in modo da poter stare tranquillo, meglio se in alto.

MAGGIORE INTERAZIONE: evitare di alzare la voce, cercare di non essere troppo invadenti. Purtroppo alcuni proprietari possono involontariamente giocare un ruolo importante nell’aumentare i livelli di stress dei loro gatti, riempiendoli di continue attenzioni. Non tutti i gatti infatti amano un contatto fisico eccessivo. Allo stesso tempo, però, dobbiamo ritagliare dei momenti in cui possiamo interagire giocando, attività molto piacevole per Micio, che serve non solo a rilassarlo e a sfogare le sue energie, ma anche a consolidare la nostra relazione.

AUMENTARE LE RISORSE Attenzione al numero di gatti e di altri animali domestici all’interno dell’abitazione. Alcuni gatti sono molto territoriali e un aumento della popolazione felina in casa può rappresentare per loro un’ulteriore pressione. Il numero di risorse fornite ai propri gatti, come ciotole, acqua, lettiere, nascondigli, trespoli, tiragraffi e così via, deve essere sempre sufficiente a soddisfare le esigenze di tutti.

Il gioco – un’attività relazionale

Il gioco negli animali adulti tende a diminuire o a scomparire, ma nei nostri animali da compagnia questa diminuzione sembra decisamente meno evidente rispetto ai loro “cugini” selvatici.
Nel gatto, nonostante sia una specie con caratteristiche neoteniche meno spiccate rispetto al cane, il gioco assume un ruolo importante nella vita adulta e nell’equilibrio della relazione con gli esseri umani.
I gatti adulti giocano poco insieme (meno dei gattini) e giocano di più individualmente, specialmente con oggetti, ma comunque la maggioranza dei gatti domestici adulti gioca tutti i giorni ed è stimato che 1/4 di loro giochi per più di una mezz’ora al giorno.

A circa due settimane il gioco solitario comincia con qualche tentativo del gattino di battere degli oggetti con la zampina. Questo gioco progredisce con la coordinazione muscolare così, a circa tre settimane di età, il gioco sociale comincia ad apparire e si orienta con zampate e morsi occasionali. Dopo un altro paio di settimane le interazioni con la cucciolata e schemi specifici cominciano ad apparire. Dal 35º giorno aggredire, masticare, inarcare la schiena sono comportamenti che compaiono. La lotta appare verso il giorno 43. Scalare e stare in equilibrio iniziano circa il giorno 48. Saltare è un comportamento più variabile nel tempo di sviluppo, di solito va dal giorno 17 al giorno 43.

Tipologie di gioco

Esistono due tipologie di gioco nel gatto:

  • Gioco sociale
  • Gioco individuale in cui troviamo il gioco con oggetti e il gioco senso-motorio

Il gioco sociale, che è presente in tutti i mammiferi sociali, è particolarmente importante per la socializzazione all’interno del gruppo per l’apprendimento delle attività di procacciamento del cibo e per la ritualizzazione dell’aggressività intraspecifica. Il gioco sociale, inoltre, favorisce lo sviluppo dei legami sociali e della comunicazione, ricopre inoltre un ruolo essenziale per lo sviluppo della personalità e della struttura emotiva dell’individuo. Tramite il gioco sociale con i fratelli e la madre, il gattino impara anche a controllare la forza di morsi e graffi.

Per invitare un conspecifico al gioco sociale il gatto si rotola sul dorso ed espone il suo ventre. Occorre comprendere tale postura: è una posizione di gioco, se l’espressione facciale e vocale sono rilassate, ma è una forma di difesa se l’espressione è di paura o di rabbia con vocalizzi di alta intensità e se è in corso un litigio.
I gattini isolati tendono a giocare molto di più individualmente o con la loro mamma rispetto a quelli che crescono con i fratellini, ma in generale, come già esposto, aumenta in frequenza proporzionalmente allo sviluppo anche nei gatti appartenenti a cucciolate numerose.

Il gioco con oggetti permette al gattino di interagire con l’ambiente e sembra preparatorio all’esercizio della caccia.
I gatti sono dei cacciatori formidabili e molti dei loro schemi motori che appaiono nel gioco assomigliano a quelli usati per cacciare e uccidere la preda.

Come giocare con il gatto

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Dal punto di vista del gioco con l’essere umano, dobbiamo tenere conto dei seguenti aspetti:

  • L’istinto predatorio del gatto si attiva con la percezione del movimento. La maggior parte dei suoi giochi deriva dagli atti motori dei comportamenti di caccia, e la caccia si esercita con il movimento di una preda di piccolo taglio.
  • La caccia finisce con la fuga o la cattura della preda. La cattura rafforza il comportamento di caccia o comunque del gioco di caccia. La fuga della preda tende a rinforzare il comportamento all’inizio, ma a indebolirlo se la preda scappa sempre. In natura il gatto cattura circa una preda su 10 battute di caccia. Dovrà quindi, nel gioco, poter prendere l’oggetto più di una volta su 10.
  • Il topo e l’uccello, che sono le prede favorite dal gatto, non rimangono mai immobili e disponibili, quindi i giochi proposti al gatto dovrebbero anch’essi scomparire dalla sessione di gioco. È utile trovare oggetti nuovi e anche luoghi differenti dove poter far giocare il gatto alla caccia. Il gatto ama cacciare alla luce tenue della sera o di primo mattino. Possono bastare da 5 a 15 minuti di sessione di gioco serale per appagare la sua motivazione predatoria.

Modalità di gioco

Le modalità di gioco si differenziano dall’attività predatoria effettuata sul serio o come attività di sostituzione.
L’avvicinarsi furtivamente in corsa, l’accostarsi, l’avvicinarsi strisciando, il balzare, l’azzannare, il trasportare, il rimuovere penne e lanciare via la preda, si susseguono senza alcun ordine prestabilito.
Il felino nel gioco esegue vari movimenti con eccessiva esuberanza che non è richiesta nel normale assolvimento delle funzioni quotidiane. A differenza di quanto avviene nel caso di movimenti compiuti sul serio per raggiungere uno scopo con il minimo sforzo, i movimenti compiuti nel gioco spesso mancano il loro obiettivo.
Un morso di piena intensità di norma non si registra durante il gioco con un partner vivo, mentre può talvolta verificarsi durante il gioco con oggetti inanimati.

Durante il gioco di caccia, il gatto simula tutte le sequenze di caccia arrivando alla fine con un’intensità che aumenta in cui l’intero treno posteriore oscilla da un lato all’altro. Generalmente questo livello massimo di intensità che viene descritto come “dondolio” viene osservato solamente nel gioco, quando un piccolo finge di catturare una preda. Gli adulti di fronte a una vera preda invece fanno al massimo solo un accenno di dondolio.

Il gioco nella relazione uomo-gatto

Il gioco nel gatto costituisce un’attività importante sia nelle fasi di sviluppo che nell’età adulta. Ma non è tutto, attraverso il gioco, infatti, l’umano ha modo di far esprimere le esigenze comportamentali degli animali, sia adulti che cuccioli, a partire dal loro bisogno di esercizio fisico e di stimolazione mentale fino ad arrivare a contribuire, attraverso la gestione delle interazioni giocose, al controllo di alcuni aspetti problematici dal punto di vista comportamentale, ma anche e soprattutto di ricevere una preziosa stimolazione mentale che contribuisce ad “allenare” le loro capacità cognitive, aumentando le possibilità di adattamento ai cambiamenti e contribuendo alla costruzione di un equilibrio emotivo prezioso per la salute psicologica e fisica dell’animale. Il gioco è anche un piacere e uno scambio tra gli animali e i loro padroni, fonte di gioia e soddisfazione per entrambi. Per questi motivi è possibile considerarlo una risorsa relazionale estremamente preziosa.

Difatti, nelle situazioni problematiche, giocare con il gatto può diventare l’unico modo di stabilire un canale di comunicazione con l’animale: le caratteristiche di “non rigidità” e di spontaneità che sono proprie delle interazioni giocose possono mettere il proprietario nelle condizioni di gestire alcuni aspetti del comportamento dell’animale e di fornire delle risposte corrette senza usare la forza o la costrizione.

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