Sembra ieri che quel piccolo cucciolo pieno di energia e gioia di vivere vi ha cambiato la vita; ora invece prendervi cura di lui può essere un’impresa. La vita dei nostri amici felini si è allungata e per questo, secondo l’American Association of Feline Practitioners (AAFP) sono considerati anziani dopo aver compiuto 10 anni.
Il processo di invecchiamento inizia dai 7 anni , ma la vecchiaia non è una malattia, anche se porta man mano la struttura fisica, mentale ed emozionale ad irrigidirsi. Migliori cure e condizioni di vita hanno permesso la diffusione di gatti quasi ventenni ; ricordiamo il caso limite di Puss, morto a 36 anni. Rintracciare documenti sulla longevità dei gatti è arduo e i dati più precisi si riferiscono agli animali di razza, meno longevi dei randagi. I primi nascono da genitori consaguinei e questo rallenta le loro aspettative di vita. Il gatto randagio, al contrario, gode del “vigore ibrido”, una migliore resistenza fisica che ha origine proprio perché frutto dell’ unione tra genitori per nulla imparentati tra di loro. Le gatte femmine vivono più a lungo, sono più resistenti, con un sistema immunitario più efficiente e una soglia del dolore spesso più alta.
Legati alla vecchiaia saranno la difficoltà ad:
– Odorare e gustare il cibo
– Digerire grassi e proteine
– Sentire
– Corretta funzione immunitaria dell’organismo con più fragilità ed esposizione a rischi
– Una pelle elastica: la sua pelle, poiché è fine ed ha una circolazione del sangue ridotta che espone ad infezioni
– Adattarsi, sviluppando stress cronico
– Il pigmento dell’iride e gli occhi potrebbero essere soggetti a cambiamenti e malattie.
– Dfficoltà a ritrarre le unghie e facilità a spezzarle.
Inoltre potrebbe:
– Smettere di cacciare
– Di fare le attività consuete
– Restare fuori per brevi periodi
– Riposare di più
– Diminuire l’appetito per la perdita dell’olfatto o per malattie o problemi dentali
– Ridurre gioco e grooming
– Vocalizzare di più
– Attaccarsi tanto al proprietario
– Soffrire di artrite
– Trovare dfficile usare la lettiera o le ciotole, soprattutto se per farlo deve saltare!
– Essere letargico
– Avere noduli o gonfiori
– Non avere più equilibrio
– Essere angosciato/ disorientato
– Perdere peso eccessivamente
– Essere disidratato
Escludiamo anzitutto una malattia: sia il veterinario il miglior amico di micio, per monitorare e agire tempestivamente; fisiologicamente ed ematologicamente, ogni anno dell’ umano equivale per i nostri nonni mici, a circa 4-6 anni!
Ecco allora come tenerlo in forma.
– Gioco – fondamentale il gioco quotidiano sia col caregiver che in solitaria; dargli tanti e diversi giochi per forma e materiale, morbidi, da scuotere e mordere. Alcuni costruiamoli noi con quello che c’è in casa: tunnel di coperte/tshirt arrotolati. Micio sentirà il nostro odore che lo rassicura, potrà nascondersi e giocare. Scatole di cartone con un entrata bassa, arricchite con i giochi preferiti o pochi snack per favorire l’esplorazione.
– Coinvolgimento nelle nostre attività per non isolarsi
– Spazzolarlo
– Ciotole di cibo e d’acqua, normalmente lontane dalle lettiere, per i mici anziani vanno bene vicine se facilmente accessibili , sistemate perchè si possa avvicinare ad esse da ogni direzione non esponendo la schiena e risultando vulnerabile (i gatti sono sia predatori che prede) su un piano rialzato. Più ciotole d’acqua in più punti di casa, meglio se in ceramica/metallo!
– Stimoliamolo a mangiare: poco cibo, frequente con crocchette schiacciate in poca acqua!
– Tagliamogli le unghie o facciamolo fare al veterinario!
– Più cassettine igieniche in più punti di casa sempre a disposizione , “secondo la collaudata formula una cassetta per gatto più una extra!” Lettiere aperte e con i bordi bassi per facilitarlo e pulite regolarmente.
– Arricchimento ambientale adatto ad età e condizione: tiragraffi orizzontali o di cartone, coperte, scalini per raggiungere senza difficoltà la finestra con vista all’esterno
– Non punire mai, la punizione rafforza l’ansia!
– Giochi di problem solving: nascondiamo cibo e lasciamo che lo trovi, per evitare disfunzioni cognitive – Non ignoriamo la vocalizzazione notturna, diamogli un ambiente accogliente, magari accanto a noi.
– Tanto affetto. Un nuovo amico? meglio di no; i gatti sono animali solitari e territoriali aspetto, questo, esacerbato nel nostro nonnino!
Non tutti i legami tra i felini sono idilliaci in casa nostra, a volte si tratta di veri e propri conflitti silenti. Alcuni gatti anziani rifioriscono per la scomparsa del proprio compagno, perché non subiscono più prepotenze passive. Spesso colui che resta dorme nella cuccia preferita del gatto scomparso. Forse in segno di rispetto o per reclamare il nuovo ruolo?
– Massaggiamolo delicatamente: aiuta la circolazione sanguigna distribuendo ossigeno e sostanze nutritive nel corpo.
– Pesiamolo spesso, eviteremo l’obesità!
– I fili spezzati dei gomitoli sono pericolosi! E, se micio esce, avvertite i vicini delle sue sortite!
– I gatti anziani soffrono il freddo, perché non regolano più la temperatura del corpo. Ok a cucce soƯici: dimagrendo, le loro ossa sporgono e dolgono su superfici dure.
L’anziano ha un sonno profondo, riposa anche 18 ore al giorno.
Non svegliamolo mai!
Lo stato depressivo cronico, confuso con la demenza senile, può essere trattato con farmaci, terapie di gioco e di stimolazione.
La disfunzione cognitiva poi porta a vuoti di memoria. Dimenticano dove è la lettiera o come usarla, con ritmi circadiani (sonno-veglia) alterati, vagando in preda al panico. Il CDS è “una vera e propria patologia degenerativa, simile alla malattia di Alzheimer dell’uomo, nella quale il tessuto cerebrale sano e funzionante viene invaso e infine sostituito da placche di una sostanza amorfa, detta amiloide, che distruggono i meccanismi di trasmissione sinaptica, impedendo al cervello di funzionare e inducendo demenza senile.”
Per il CDS non esiste una cura, ma possiamo ridurlo.
Supportiamolo con:
– Adeguato esercizio fisico e stimolazione mentale
– No ai cambiamenti nella sua routine quotidiana
– Dieta prescritta dal veterinario – Arricchimento ambientale.
Infine, una volta esclusi con il veterinario problemi più seri, il semplice deterioramento cognitivo dell’anziano potrà essere alleviato con rimedi naturali.
Celeste Piantadosi – Consulente in Cultura Felina®️ certificata – Sardegna





