Bisogni del gatto

Quando un gatto graffia il divano, miagola insistentemente, cambia il luogo in cui dorme o inizia a evitare una stanza della casa, la nostra attenzione si concentra quasi sempre sul comportamento.

È naturale.

È ciò che vediamo.

Ed è proprio ciò che ci crea un dubbio, una preoccupazione o una difficoltà nella convivenza.

Ma osservare un comportamento non significa ancora averlo compreso.

È qui che entra in gioco il secondo principio del Manifesto della Cultura Felina®:

Ogni comportamento soddisfa un bisogno.

Può sembrare una frase semplice.

In realtà, rappresenta uno dei cambiamenti di prospettiva più importanti nell’approccio al comportamento felino.


Il comportamento è una risposta, non il punto di partenza

Ogni comportamento nasce perché, in quel momento, rappresenta la strategia che il gatto ritiene più efficace per adattarsi alla situazione che sta vivendo.

Non significa che quella strategia sia sempre la migliore.

Non significa che non possa creare difficoltà nella relazione con l’essere umano.

Significa però che, per il gatto, quel comportamento ha una funzione.

Pensiamo, ad esempio, a un gatto che decide improvvisamente di dormire sotto il letto.

Molti proprietari potrebbero interpretarlo come un segnale di tristezza o di paura.

In realtà, senza osservare il contesto, non possiamo attribuirgli un significato preciso.

Quel luogo potrebbe essere:

  • più fresco durante una giornata particolarmente calda;
  • più silenzioso rispetto al resto della casa;
  • percepito come più protetto;
  • semplicemente diventato il posto preferito per riposare.

Il comportamento osservato è lo stesso.

La funzione può essere completamente diversa.

Ed è proprio questa la ragione per cui il comportamento, da solo, non basta.


Lo stesso comportamento non significa sempre la stessa cosa

Il comportamento è il risultato dell’interazione tra individuo, ambiente ed esperienza.

Il gatto non sceglie un comportamento perché è “buono” o “cattivo”.

Lo sceglie perché, in quel momento, rappresenta la strategia che gli permette di rispondere a una necessità.

È proprio da questa prospettiva che nasce il secondo principio del Manifesto della Cultura Felina®:

Ogni comportamento soddisfa un bisogno.

Uno degli errori più comuni è cercare di creare una corrispondenza fissa tra comportamento e significato.

“Se il gatto si nasconde significa che ha paura.”

“Se graffia il divano vuole fare un dispetto.”

“Se miagola è perché ha fame.”

La realtà è molto più complessa.

Lo stesso comportamento può soddisfare bisogni differenti.

Ad esempio, una graffiatura può contribuire contemporaneamente a:

  • mantenere gli artigli in buono stato;
  • effettuare stretching della muscolatura;
  • depositare segnali olfattivi e visivi;
  • accompagnare una fase di elevata attivazione durante il gioco.

Non esiste quindi una traduzione automatica del comportamento.

Esiste un processo di interpretazione.

Comportamento Possibili funzioni
Graffiatura Marcatura, stretching, mantenimento degli artigli, scarico dell’attivazione
Miagolio Richiesta di interazione, anticipazione della routine, comunicazione con l’umano
Nascondersi Ricerca di sicurezza, riposo indisturbato, gestione di uno stimolo percepito come intenso
Cambio del luogo di riposo Temperatura, tranquillità, controllo dell’ambiente, preferenze individuali

Il contesto è parte del comportamento

In etologia, un comportamento non viene mai analizzato isolatamente.

Per comprenderlo è necessario inserirlo nel contesto in cui compare.

Per questo motivo è importante osservare:

  • quando compare;
  • dove compare;
  • con quale frequenza;
  • cosa accade immediatamente prima;
  • cosa accade dopo;
  • se sono presenti cambiamenti ambientali;
  • se il comportamento è recente o abituale.

Il comportamento rappresenta soltanto una parte delle informazioni disponibili.

Il contesto gli attribuisce significato.

È un po’ come leggere una singola frase estrapolata da un romanzo.

La frase è reale.

Ma senza conoscere ciò che viene prima e ciò che viene dopo, è impossibile comprenderne davvero il significato.

Lo stesso vale per il comportamento del gatto.


Il ruolo del professionista

Questa prospettiva cambia profondamente anche il lavoro del consulente.

Il compito del professionista non consiste nel riconoscere un comportamento.

Consiste nel comprenderne la funzione.

Per questo motivo una consulenza non si costruisce partendo dalle etichette, ma raccogliendo dati.

  • Osservazione dell’ambiente.
  • Storia del gatto.
  • Relazioni sociali.
  • Risorse disponibili.
  • Routine quotidiana.
  • Esperienze pregresse.

Solo integrando tutte queste informazioni è possibile formulare ipotesi coerenti sulla funzione del comportamento.

È questo il passaggio che distingue un’interpretazione superficiale da una valutazione professionale.


Prima il bisogno, poi l’intervento

Quando comprendiamo quale bisogno il comportamento sta cercando di soddisfare, cambia anche il modo di intervenire.

L’obiettivo non è più eliminare il comportamento.

L’obiettivo diventa individuare una strategia che permetta al gatto di soddisfare quel bisogno in modo compatibile con il suo benessere e con la convivenza.

È una differenza sostanziale.

Perché un comportamento può essere modificato in modo stabile solo se comprendiamo la funzione che svolge.


Il secondo principio del Manifesto della Cultura Felina®

Il secondo principio del nostro Manifesto non vuole fornire una risposta per ogni comportamento.

Vuole offrire una chiave di lettura.

Una prospettiva che accompagni ogni futura osservazione.

Per questo lo riassumiamo in una frase:

Il comportamento è ciò che vediamo.

Il bisogno è ciò che dobbiamo imparare a cercare.

È da questa ricerca che nasce una comprensione più profonda del gatto.

Ed è da questa comprensione che può iniziare una relazione costruita sulla conoscenza, sul rispetto e sul benessere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

uno × 1 =

Post comment