CORSO IN ETOLOGIA FELINA GORIZIA – CONSULENTE IN CULTURA FELINA®

Il corso di Etologia Felina che forma Consulenti in Cultura Felina® è composto da 28 lezioni ed esame finale ed è propedeutico per accedere al corso biennale per Operatori BEG® con Certificazione Nazionale oppure per accedere alla Specializzazione come  OPERATORE DI GATTILE E CAT SITTER  con  CERTIFICAZIONE CATISFACTORY®.

La durata del Corso è di 7 mesi + esame finale e dà la possibilità di acquisire crediti ECP.

Unico in Italia per le esperienze innovative di laboratorio e tirocinio, e l’offerta multidisciplinare proposta, la modalità di lezione interattiva e moderna, il tutoraggio e il Mentoring Program per ogni singolo studente per consentire un corretto apprendimento, un supporto costante .

Clicca qui per conoscere l’intero PERCORSO SUL COMPORTAMENTO, ETOLOGIA E PSICOLOGIA  DEL GATTO COME  “OPERATORE IN BENESSERE ETOLOGICO DEL GATTO”

Scheda del Corso IN ETOLOGIA FELINA:

Ambito: Etologia Animale

Attestato di Diploma internazionale- A.A.2019/2020 rilasciato dal CCF e da ISAP

Sede didattica: GORIZIA Via Seminario 14/2

Modalità didattica: Blended Learning (lezioni in presenza, lezioni on demand e Live Streaming ). N.B. Tutte le lezioni possono essere seguite in presenza presso la Sede Centrale a Gorizia, Via Seminario 14/2. In alternativa il Centro di Cultura Felina® dà la possibilità a quanti, non possono seguire tutte le lezioni in presenza di seguirne una parte in diretta Live Streaming secondo il calendario qui sotto riportato, integrando però obbligatoriamente le lezioni in aula evidenziate in blu oppure in alternativa un weekend intensivo in presenza nelle città di  Verona, Firenze, Roma, Milano. Consulta il calendario delle lezioni a Gorizia qui sotto.

Materiali delle lezioni: Lezioni Video in Live Streaming (la cui registrazione rimane a disposizione dello studente fino a fine Corso), con possibilità di live chat,

Video Lezioni on demand, Lezioni in presenza, Dispense dettagliate in PDF, esercitazioni.

Tutor: è disponibile un Tutor per tutta la durata del corso per rispondere a dubbi, domande e confronti che seguirà ogni studente singolarmente nel suo percorso.a

Mentore: è previsto un incontro al mese via Skype o piattaforma similare, con la Docente del corso, come supporto per attraverso il Mentoring Program con il singolo studente per garantire un apprendimento corretto e completo e per rispondere ad eventuali necessità di apprendimento.

Ore minime per accedere all’esame e conseguire l’attestato finale: lo studente dovrà essere obbligatoriamente presente  alle lezioni in Live Streaming e alle lezioni in aula. E’ consentito un massimo di 12 ore di assenza.

Condizioni per l’accesso: Diploma di Scuola Superiore

Docenti: etologi, veterinari, Assistenti veterinari, Operatori BEG®

Lingua: Italiano

Accesso a ulteriori studi: il Corso dà accesso agli studi biennali della Scuola per Operatori in Benessere Etologico del Gatto® oppure alla specializzazione con certificazione Catisfactory® come Cat Sitter, Operatore di Gattile, Pensione per Gatti.

OBIETTIVI FORMATIVI SPECIFICI  E DESCRIZIONE DEL PERCORSO FORMATIVO

Il Corso in Etologia Felina intende fornire una preparazione professionale relativa al Consulente in Cultura Felina® , figura dotata di specifiche competenze nella divulgazione della corretta Cultura Felina® (equivalente alla vecchia figura di Consulente per la Relazione e Convivenza con il Gatto CRCG), nella prevenzione di problematiche e disagi emotivi e relazionali, nell’accompagnare il cliente in un corretto rapporto con il proprio gatto.

Il Corso prevede la possibilità, dopo il superamento dell’esame finale,  di proseguire nel Percorso biennale in Operatore in Benessere Etologico del Gatto® con Certificazione Nazionale e inserimento nell’Albo Nazionale Privato degli Operatori BEG®.

Il raggiungimento delle capacità di applicazione delle conoscenze acquisite avviene attraverso attività formative che prevedono che la formazione teorica sia accompagnata da esempi, applicazioni, verifiche e lavori individuali che sollecitano la partecipazione attiva, l’attitudine propositiva, la capacità di elaborazione autonoma e di comunicazione dei risultati del lavoro svolto. Alle conoscenze teoriche acquisite durante le lezioni si aggiunge l’approfondimento e la rielaborazione personale delle informazioni acquisite anche in occasione della preparazione della prova finale. In questo modo lo studente misura direttamente quale sia il livello di padronanza delle conoscenze.

L’impostazione generale del corso di studio, fondata sul rigore metodologico proprio delle materie scientifiche, comporta che lo studente maturi, anche grazie ad un adeguato tempo dedicato allo studio personale, competenze e capacità di comprensione e applicazione. Le lezioni teoriche sono erogate in modalità Blended Learning e i contenuti sono esaustivi ed organizzati con alta qualità.

La verifica del raggiungimento dei risultati di apprendimento avviene principalmente attraverso i test in itinere e l’esame finale. E’ prevista l’assistenza costante di un Tutor durante tutto il percorso.

  • 28 ARGOMENTI TRATTATI PER UN TOTALE DI 100 h DI LEZIONE  e stimate circa 200 h di lavoro a casa
  • TEST INTERMEDI per ogni argomento CON VALUTAZIONE e LAVORO PRATICO INDIVIDUALE DI OSSERVAZIONE DOCUMENTATO circa 90 h totali
  • LAVORO PRATICO IN AULA circa 5 h stimate
  • ELABORATO DI CIRCA 2000 PAROLE (5 PAGINE) DI UN LIBRO DI TESTO assegnato, per un lavoro individuale totale di circa 60 h
  • ESAME FINALE SCRITTO ONLINE A RISPOSTA MULTIPLA
  • ATTESTATO FINALE IN CONSULENTE IN CULTURA FELINA® RILASCIATO DAL CCF e attestato Internazionale ISAP

TOTALE ANNO 1 ORE TEORICHE 300

TOTALE ANNO 1 ORE PRATICHE 155

 

CONTRIBUTO TOTALE ANNO 1 € 1470,00

€ 20 quota associativa studente

€ 150 iscrizione

€ 200 rateizzati mensilmente (200×6 mesi)

€ 100 accesso esame finale e attestato nazionale del CCF e internazionale ISAP

 

ARGOMENTI

Clicca qui per il   Corso in Etologia Felina Gorizia piano di studi in formato pdf

ANNO

MATERIA

ARGOMENTO

MODALITA’

1

MOD. 1

1

IL COMPORTAMENTO DI ORIGINE SENSORIALE E NEURALE

AULA

LUNEDI’ 09/09/19 ORE 19-22

1

MOD. 1

2

ANATOMIA E FISIOLOGIA DEL GATTO

ON DEMAND

LUNEDI’ 09/09/19

1

MOD. 1

3

LE FASI DELLO SVILUPPO COMPORTAMENTALE

AULA

LUNEDI’ 23/09/19 ORE 19-22

1

MOD. 1

4

LE FASI DI VITA DEL GATTO

ON DEMAND

LUNEDI’ 23/09/19

1

MOD. 2

5

DIFFERENZE COMPORTAMENTALI TRA GATTO FERALE E DOMESTICO – Gli effetti della domesticazione e Riflessioni sulle colonie feline

AULA

LUNEDI’ 07/10/19 ORE 19-22

1

MOD. 2

6

CENNI DI GENETICA

ON DEMAND

LUNEDI’ 07/10/19

1

MOD. 2

7

ETOLOGIA GENERALE

AULA

LUNEDI’ 21/10/19 ORE 19-22

1

MOD. 2

8

ETOLOGIA DEL GATTO DOMESTICO

ON DEMAND

LUNEDI’ 21/10/19

1

MOD. 3

9

COMUNICAZIONE FELINA

AULA

LUNEDI’ 04/11/19 ORE 17-22

1

MOD. 3

10

I BISOGNI DI BASE DEL GATTO

ON DEMAND

LUNEDI’ 04/11/19

1

MOD. 3

11

IL TERRITORIO E IL COMPORTAMENTO TERRITORIALE

AULA

LUNEDI’ 18/11/19 ORE 17-22

1

MOD. 3

12

LE ORIGINI, ELEMENTI DI  ZOOLOGIA, LA DOMESTICAZIONE E PANORAMICA SULLE RAZZE

ON DEMAND

LUNEDI’ 18/11/19

1

MOD. 4

13

FTBM* – PERCORSI FELINI

Ambiente ed esperienze

AULA

LUNEDI’ 25/11/19 ORE 18-20

1

MOD. 4

14

IL TERRITORIO ESERCITAZIONI PRATICHE

AULA

LUNEDI’ 25/11/19 ORE 20-22

1

MOD. 4

15

NUTRIZIONE FELINA

AULA

LUNEDI’ 02/12/19 ORE 18-22

1

MOD. 4

16

ETOGRAMMA DEL GATTO DOMESTICO

AULA

LUNEDI’ 09/12/19 ORE 18-22

1

MOD. 4

17

FTBM* –

MANTENERE L’EQUILIBRIO

La vita emotiva

Il qui e ora

AULA

LUNEDI’ 16/12/19 ORE 18-20

1

MOD. 4

18

COMUNICAZIONE FELINA ESERCITAZIONI PRATICHE

AULA

LUNEDI’ 16/12/19 ORE 20-22

1

MOD. 5

19

LA RELAZIONE UMANO-GATTO – Aspetti e dinamiche

AULA

MERCOLEDI’ 15/01/20 ORE 19-22

1

MOD. 5

20

LA RELAZIONE UMANO-GATTO – I tratti neotenici del gatto

ON DEMAND

MERCOLEDI’ 15/01/20

1

MOD. 5

21

IL GIOCO E IL COMPORTAMENTO LUDICO

AULA

MERCOLEDI’ 29/01/20 ORE 19-22

1

MOD. 5

22

IL GIOCO PARTE PRATICA

ON DEMAND

MERCOLEDI’ 29/01/20

1

MOD. 6

23

LA CURA E IL BENESSERE DEL GATTO

MERCOLEDI’ 12/02/20 ORE 19-22

1

MOD. 6

24

I BISOGNI DEL GATTO ANZIANO

ON DEMAND

MERCOLEDI’ 12/02/20

1

MOD. 6

25

PREVENZIONE ALLE PIU’ COMUNI PROBLEMATICHE

AULA

MERCOLEDI’ 26/02/20 ORE 19-22

1

MOD. 6

26

ELEMENTI DI PRIMO SOCCORSO

ON DEMAND

MERCOLEDI’ 26/02/20

1

MOD. 7

27

BENESSERE ANIMALE

AULA

MERCOLEDI’ 11/03/20 ORE 19-22

1

MOD. 7

28

BASI BIOLOGICHE E NEUROLOGICHE DEL COMPORTAMENTO ANIMALE

ON DEMAND

MERCOLEDI’ 11/03/20

*FTBM = Free To Be Me© Basic Program – La riscoperta di noi stessi attraverso la scoperta del mondo felino. Percorso integrato, unico al mondo,  erogato SOLO dal Centro di Cultura Felina, centrato sulla relazione empatico spirituale tra l’umano e il gatto, basato sull’identità, una vera e propria connessione superiore attraverso il rapporto con il nostro gatto. Il programma è inteso a formare l’identità del Consulente o futuro Operatore BEG come persona sicura, forte e consapevole. Caratteristica necessaria per un Operatore BEG.

ESAME FINALE: in aula presso la Sede Centrale Gorizia Via Seminario 14/2 oppure Online entro il 30/09/20.

Come faccio ad iscrivermi?

  1. Scarica il MODULO ADESIONE per iscriverti come studente, pagando la quota associativa di €20 (CAUSALE: quota associativa) e invialo alla nostra segreteria info@culturafelina.it
  2. Scarica il Modulo di iscrizione Corso Etologia Felina Gorizia  per iscriverti al corso, compilandolo in tutte le sue parti, pagando la quota di iscrizione di € 150 (CAUSALE: iscrizione Etologia Felina Gorizia 2019) e invialo alla nostra segreteria info@culturafelina.it

CERTIFICAZIONI:
Diploma finale del Centro di Cultura Felina® e Diploma internazionale ISAP


Cosa posso fare dopo il corso?

POSSIBILITA’ DI SPECIALIZZARSI IN UN SETTORE DI PROVENIENZA CON CERTIFICAZIONE CATISFACTORY© e/o proseguire con il Percorso Biennale per acquisire al qualifica di Operatore in Benessere Etologico del Gatto®

Profilo professionale del Consulente in Cultura Felina® 

COSTRUISCI IL TUO FUTURO!

Avrai le competenze per:

  • Aggiungere competenza e professionalità al cat-sitting, pensioni per gatti, volontariato al gattile
  • Effettuare consulenze pre adozione e sostegno post adozione
  • Intervenire nelle modifiche di tipo ambientale
  • Migliorare la Convivenza e la Relazione, la Comunicazione
  • Prevenire l’insorgere di problematiche
  • Informare i proprietari sulla corretta Convivenza e sulle caratteristiche comportamentali del gatto
  • Divulgare una corretta Cultura Felina®
  • Collaborare con Gattili, negozi di animali per aiutare nel primo inserimento del gatto e nella convivenza tra gatti
  • Specializzarti in un ambito specifico o proseguire nel Percorso Professionale della Scuola di Benessere Etologico del Gatto® diventando un Operatore Certificato a livello Nazionale

Perché iscriversi al nostro Corso

☑ Perchè il Centro di Cultura Felina è il Primo Centro in Italia interamente ed esclusivamente dedicato al gatto, alla sua etologia, alla sua psicologia, allo studio del suo comportamento e della sua relazione con l’uomo.
☑ Perchè il Metodo BEG® (Benessere Etologico del Gatto®) è un metodo certificato a livello nazionale da Progetto Italia ed è esclusivo del Centro di Cultura Felina®

☑ Perché solo Il Centro di Cultura Felina inserisce nella propria didattica anche il programma FTBM (Free To Be Me) unico al mondo, che consente di stabilire una  connessione nelle tre dimensioni della Relazione umano-gatto e a formare la propria identità di Consulente e Operatore

☑ Perché solo Il Centro di Cultura Felina inserisce nella propria didattica anche il programma CBA (Cat Behaviour Analysis) unico al mondo, che consente di osservare e analizzare il comportamento del gatto.

☑ Perchè il completamento positivo del Percorso dà la possibilità di ricevere un Diploma internazionale da I.S.A.P. e se prosegui nel Percorso biennale otterrai la certificazione Nazionale di Competenza Tecnica da Progetto Italia (MIUR) e l’accreditamento IPHM che allinea la formazione agli standard dell’International Practitioners of Holistic Medicine

☑ Perchè solo il CCF forma i suoi studenti con stage e tirocini importanti per lo svolgimento corretto e professionale della propria attività

Differenza tra Consulente in Cultura Felina® ed Operatore BEG®

Questo corso rappresenta il punto di partenza dell’intero Percorso Formativo. Indipendentemente se si vuole ottenere la qualifica di Operatore BEG® o semplicemente ampliare le proprie conoscenze sul gatto, questo corso rappresenta la base didattica sulla quale poi costruire eventualmente un sistema più specifico e articolato di conoscenze.

Il Consulente in Cultura Felina® ha il compito di facilitare il contatto tra gatto e uomo nella relazione e nei suoi difetti di interpretazione. E’ in grado di consigliare all’utilizzo di un corretto approccio e si dedica alla prevenzione di varie problematiche .

L’Operatore per il Benessere Etologico del Gatto® è un tecnico competente nel suo ruolo di mediatore nella relazione, comunicazione e convivenza tra gatto e uomo ed è in grado di educare ad una corretta relazione, certificato a livello Internazionale e Nazionale.

L’operatore B.E.G.® è una figura professionale che opera ai sensi del Codice Civile art. 2222 e ss e L. 4/2013 ed è iscritto all’Albo Nazionale degli Operatori del Benessere Etologico del Gatto®.
La sua attività consiste nell’essere un mediatore nella relazione, nella convivenza, nella comunicazione uomo-gatto, in grado di valutare il benessere etologico del gatto nel suo ambiente di vita, esaminando i comportamenti naturali, ma inadeguati nel suo ambiente di vita che possono essere di natura relazionale, comunicativa, ambientale, di disagio emotivo o provocati da fonti di stress.

L’operatore BEG® si occupa del benessere del gatto che si garantisce nella naturale espressione del suo etogramma di specie e ha il compito di indirizzare e seguire il proprietario in un percorso di riequilibrio della situazione problematica che si è creata, aiutandolo a relazionarsi con il proprio gatto attraverso consigli a scopo educativo e anche formativo per prevenire determinate problematiche e promuovere il benessere etologico del gatto®. Il tutto allo scopo di garantire il rispetto delle esigenze etologiche e psicologiche della diade umano-gatto.

L’Operatore BEG® non cura patologie comportamentali, nè esegue diagnosi di stati patologici, ma educa la diade uomo-gatto ad una corretta ed equilibrata relazione e convivenza, informando il proprietario circa le modalità comunicative tipiche della specie gatto e ai suoi bisogni di specie. Definisce, in tale ambito un programma che mira al rispetto etologico della specie e all’educazione del proprietario ad una corretta interpretazione della comunicazione felina, per giungere ad una omeostasi individuale e sistemica.

E’, pertanto considerato un Educatore che svolge la funzione, appunto, di educare il proprietario ad una corretta comprensione del proprio animale e l’animale stesso ad esprimere i suoi istinti naturali in un contresto domestico, pertanto adattato alla sua convivenza con l’essere umano. L’Operatore BEG® conosce l’etologia e la psicologia del gatto nella sua relazione con l’uomo ed è questo il suo campo di intervento: la convivenza con l’essere umano.

Si occupa di creare equilibrio nel rapporto tra l’uomo e il gatto ed eventualmente a riequilibrarlo tramite un piano di intervento sul piano relazionale, ambientale e comunicativo.

Gli operatori BEG® sono professionisti del benessere etologico del gatto® e promotori della corretta Cultura Felina®.
Essi possono definirsi esponenti dell’approccio BEG®, metodo certificato da Progetto Italia (ente di ricerca scientifica in ambito sociale e sportivo iscritto all’Anagrafe Nazionale delle Ricerche con codice 59948 DBI attribuito dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca – www.progettoitaliaformazione.it ) e di proprietà intellettuale del Centro di Cultura Felina, unico erogatore di tale metodo, che si avvale di un approccio cognitivo, sistemico secondo il modello di counseling.

L’Operatore BEG® spiega il comportamento del gatto focalizzandosi sull’ambiente in cui esso vive, sulle relazioni di cui è parte e sul tipo di comunicazione nel sistema famiglia, non trascurando il vissuto individuale. Non cura i suoi disturbi, ma si occupa di quei comportamenti che sono normali e naturali per il gatto, ma inappropriati nel loro contesto domestico, ed è in grado di proporre un percorso che permette al gatto di esprimere i suoi comportamenti normali in un contesto non naturale, in sintonia con il sistema famiglia.

I vari percorsi educativi infatti sono affrontati con l’applicazione dell’approccio BEG® in sinergia con il Medico Veterinario di fiducia. Non intervenendo sugli stati patologici, qualora il problema avesse radice patologica, indirizza il cliente verso un Medico Veterinario Comportamentalista. L’Operatore BEG® collabora in sinergia con il Medico Veterinario, il Medico Veterinario Comportamentalista, l’Educatore e Istruttore Cinofilo ed eventualmente con lo Psicologo e Counselor, qualora vi sia la necessità.

Essere Operatori BEG® significa possedere la capacità di indagare sugli stati emotivi e sulle dinamiche relazionali tipiche del gatto e il suo ruolo di ambasciatore della Cultura Felina® assume forme diverse concretizzandosi in una consulenza finalizzata all’individuazione di esigenze emotive, ambientali e relazionali nonchè etologiche, il cui appagamento risulta funzionale al raggiungimento di un equilibrio nella convivenza del gatto nel contesto domestico.

L’Operatore BEG® viene formato su materie quali: comportamento felino, etologia animale e del gatto, emozioni feline, comunicazione felina, psicologia felina, tecniche di counseling.G

Odori: elementi fondamentali nella vita del gatto

I gatti hanno un incredibile senso dell’olfatto. Possono facilmente identificare l’odore di erba gatta quando la sua concentrazione è di 1 parte per miliardo! I cuccioli nascono sordi e ciechi, ma il loro senso dell’olfatto è già forte e funzionante. Entro un giorno dalla nascita, possono distinguere il loro ambiente da un altro. Inoltre rivendicano il loro capezzolo e succhiano esclusivamente da esso, perché lo riconoscono per il suo odore unico. Un gattino di 3 settimane posto a pochi metri di distanza dalla sua base di casa si perderà se non riesce a sentire l’odore della via di ritorno, anche se può vedere sua madre e i suoi compagni!

L’odore gioca, quindi, un ruolo vitale nel comportamento dei gatti e nella loro percezione del territorio. L’olfatto è dunque vitale per il riconoscimento. Molti di noi assistono a questo fenomeno quando portano uno dei gatti dal veterinario. Al suo ritorno a casa, gli altri gatti ringhiano, soffiano e occasionalmente attaccano il gatto ritornato a casa. Non riconoscono il loro amico che ritorna a casa perché, semplicemente, ha un odore diverso. È come se un gatto nuovo e estraneo fosse entrato nella loro casa!

Non a caso, i gatti che non sono adeguatamente socializzati da cuccioli, possono reagire male ai cambiamenti nel loro ambiente e alle intrusioni di oggetti con odori non familiari, come anche persone o animali. Un nuovo elemento di arredo può essere considerato un’invasione del proprio territorio. Alcuni gatti si nasconderanno per giorni. Gli altri si strofineranno immediatamente contro di esso per sentirne l’odore. Alcuni gatti si sentiranno così minacciati che arriveranno addirittura ad una forma estrema di marcatura – marcatura con le urine.

I gatti hanno 9 ghiandole principali in tutto il corpo che sono responsabili del rilascio di un odore unico e individuale.


L’odore è, infatti, un elemento importante per il tuo gatto. L’odore è un vero e proprio biglietto da visita del gatto e fornisce a Micio molte informazioni su altri gatti nel suo ambiente. Difatti, per il gatto, l’odore è un prezioso strumento di comunicazione.

Ghiandole odorifere

I gatti hanno delle ghiandole odorifere sui cuscinetti delle zampe, sulle guance, sulla loro testa e ci sono anche due piccole ghiandole anali posizionate su ciascun lato sotto caudale che rilasciano un liquido dall’odore molto forte per contrassegnare le feci del gatto. Poi, naturalmente, c’è l’odore tipico dell’urina, soprattutto nel caso di maschi non castrati.
Le ghiandole odorifere rilasciano feromoni. Questi feromoni sono in realtà sostanze chimiche che forniscono incredibili informazioni. In un ambiente esterno, la comunicazione attraverso gli odori è vitale perché rivela informazioni su un gatto a un altro senza il rischio di un confronto fisico, assicurando in questo modo una convivenza pacifica. Per un gatto all’aperto questo è un beneficio di sopravvivenza molto importante. Minore è il numero di attacchi fisici che si verificano, maggiore è la possibilità che Micio sopravvvierà.

Ghiandole Pinna

Ci sono due ghiandole dietro ogni orecchio. Queste ghiandole producono un olio leggero e profumato e sono ciò che fa sì che le orecchie di un gatto rimangano uno dei luoghi più morbidi dell’intero corpo.

Ghiandole temporali

Ci sono due ghiandole, una per ogni tempia, che i gatti usano per strofinare il loro odore sugli oggetti di cui stanno reclamando la proprietà. Usano anche queste ghiandole per mantenere le marcature che indicano la loro posizione in modo che possano facilmente trovare la via di casa. Le aree sulla testa dove il pelo è più fine è dove si trovano le ghiandole e la pelle è spesso leggermente grassa.

Ghiandole della guancia

Ce ne sono due, una su ogni guancia, che i gatti usano nello stesso modo in cui usano le loro ghiandole temporali. Tuttavia, queste ghiandole producono meno oli e ricoprono i baffi per strofinare questa sostanza oleosa contro gli oggetti più facilmente.

Ghiandole periorali

Ci sono due ghiandole in ogni angolo della bocca che producono un odore quando il gatto mastica oggetti. Quando il tuo gatto ti sta dando dei “morsi d’amore”, in realtà sta lasciando un odore preciso su di te. Queste ghiandole sono importanti per l’accoppiamento per i gatti maschi che segnano la parte posteriore del collo di una femmina. Questo è usato per impedire ad altri maschi di accoppiarsi con la stessa femmina che era già stata richiesta.

Ghiandola sottomandibolare

C’è una ghiandola sotto la mascella (vicino al centro del mento) che produce oli leggermente odorosi e funziona allo stesso modo e per lo stesso scopo delle Ghiandole Temporali.
Ghiandole interdigitali
Ci sono quattro ghiandole, una su ogni zampa, che emanano un forte odore per gli altri gatti quando la zampa è tesa e gli artigli sono estesi, ovvero quando il gatto esegue il tipico movimento per “farsi le unghie”. Affilare le unghie è una delle ragioni per cui i gatti graffiano gli oggetti, ma lo fanno anche per diffondere il loro odore.

Ghiandole anali

Ci sono due ghiandole, a sinistra e a destra dell’ano, che aiutano a produrre un odore particolare nelle feci di un gatto. Queste ghiandole hanno sempre un odore e i gatti spesso controllano l’un l’altro l’odore per il riconoscimento.

Ghiandole caudali

Queste ghiandole si trovano in tutta la coda e si diffondono quando un gatto usa la sua coda per comunicare. I gatti spesso portano la coda in alto non solo per mostrare che sono amichevoli, ma anche per diffondere il loro odore nell’aria.

Ghiandole Sopra-caudali

C’è una ghiandola situata alla base della coda che produce olio. Questo olio non è importante solo per la colonia personale del gatto, ma condiziona la pelliccia e la pelle e aiuta la coda a diffondere un odore più potente.

Utilizzo dell’odore

L‘odore è usato per identificare i membri della stessa colonia, definire il territorio, creare familiarità, annunciare la disponibilità sessuale, apprendere di più sui gatti sconosciuti nell’ambiente, auto-calmarsi, legarsi ad un altro gatto o animale o come una forma di aggressione segreta.
Le ghiandole attorno al viso sono identificate nelle interazioni amichevoli o di bassa intensità. Queste sono usate quando un gatto segna oggetti familiari che considera parte del suo territorio o quando deposita l’odore come un segnale di legame. Questo lo vediamo costantemente mentre Micio si sfrega sugli oggetti in casa. Questo è un comportamento confortante per lui e riflette il suo senso di sicurezza e familiarità con l’ambiente.
Le ghiandole presenti nelle sue zampette lo aiutano a marcare il suo territorio e quell’oggetto quando graffia. Oltre a lasciare un segno visivo, lascia anche un segno olfattivo attraverso queste ghiandole. In questo modo si assicura che la sua presenza sia conosciuta dagli altri gatti!

I feromoni associati a feci e urine, sono fenomeni ad alta intensità, ovvero un gatto spruzza in circostanze stressanti o eccitanti.
Una volta che un gatto ha segnato l’urina, l’odore deve essere rimosso immediatamente e completamente. Il gatto maschio può sentire l’odore di una femmina in calore a pochi isolati di distanza. Se ti sposti in una casa in cui un altro gatto ha già lasciato un forte odore, il tuo gatto potrebbe segnare su quelle aree. Alcuni gatti attaccheranno il loro proprietario anche se il proprietario torna a casa con l’odore di un altro gatto sul suo abbigliamento!

I gatti sono territoriali per natura e identificano il loro territorio con l’odore. Più riesci a socializzare il tuo gatto da cucciolo, meno è probabile che questo problema si verifichi in età adulta.

Cerca di far sentire il tuo gatto non minacciato usando odori familiari. Ad esempio, prima di inserire un nuovo mobile, strofinalo con la copertina che utilizza il tuo gatto.

Quando traslochi, puoi contribuire a rendere questo cambio più sereno per il tuo gatto applicando lo stesso principio. Porta con te quel vecchio divano anche se avevi intenzione di scartarlo perché Micio ha bisogno di sentire odori familiari. Una volta che Micio si sente a suo agio e il resto della casa è in ordine, allora fallo uscire. Ma non lasciarlo andare all’aperto finché non si sente a casa in questo nuovo ambiente. Quindi concedigli brevi uscite sorvegliate nel tuo cortile. Non lasciarlo mai incustodito finché non avrà familiarizzato con il suo nuovo territorio all’aperto.

Perchè il mio gatto mi aggredisce all’improvviso?

Come predatori, i gatti nascono armati di denti e unghie ben affilati. A volte però può succedere che utilizzino  queste armi anche con noi! L’aggressività felina è, infatti, il secondo più comune problema comportamentale nel gatto per il quale viene richiesta una visita comportamentale. La prima in assoluto è la minzione inappropriata.

Succede che il tuo gatto si nasconde sotto il tavolo o dietro la porta, pronto ad attaccarti non appena passi di là? Mentre cerchi di dormire il tuo gatto salta sul letto e ti da dei colpetti?

Il gioco aggressivo è molto comune nei gattini e nella fase di adolescenza, ma a volte questo comportamento può manifestarsi anche durante l’età adulta. Questo tipo di aggressività è spesso visto in casi in cui c’è un singolo gatto in casa e quando il gatto rimane solo per parecchie ore durante il giorno. Molti gatti inibiscono il morso e il graffio durante il gioco aggressivo, molti altri no. Questo può essere ricondotto all’interazione con mamma gatta e fratellini. Se è stata assente (come nel caso di un gattino orfano o diviso dalla mamma troppo presto) il micio avrà difficoltà a separare il gioco dalla vera predazione a causa del mancato apprendimento in età sensibile. Altre volte, invece, questo problema è riconducibile ad un rinforzo errato da parte del proprietario stesso (gioco violento, gioco con le mani o i piedi ecc…). Altre volte ancora può esserci alla base un problema di stress territoriale, ambientale o relazionale.

Il primo consiglio è far visitare Micio dal Veterinario per escludere che ci sia alla base un problema di dolore che può essere sintomo di qualche patologia che va curata.

Sicuramente sarà poi necessario aumentare l’interazione giocosa durante il giorno con il gatto. Quindi, introdurre diversi giochi, diversi stimolazioni nell’ambiente, tunnel, giochi con cannette ecc… Se siamo in grado di prevedere il momento dell’attacco è consigliabile esattamente in quel momento ovvero prima che manifesti il comportamento vero e proprio, distrarre il gatto attirando la sua attenzione lontano dai nostri piedi o dalle parti del nostro corpo che in genere prende di mira, indirizzandolo piuttosto verso un giochino posto in un altro punto. Tutti i membri della famiglia devono giocare con il gatto.

Alle volte l’aggressività può essere indotta inconsapevolmente da noi proprietari quando ad esempio accarezziamo troppo a lungo il gatto. Molto spesso non ci rendiamo conto, ma la tolleranza del gatto viene superata e  se stiamo esagerando ad accarezzare il gatto, possiamo infastidirlo e quindi diventa normale che la sua reazione sia aggressiva, mordendoci o graffiandoci e poi allontanandosi da noi. Dobbiamo sempre fare attenzione alla sua comunicazione. Ci sono dei segnali precisi attraverso i quali il gatto ci comunica i suoi avvertimenti: la coda che comincia ad agitarsi maggiormente,  le pupille che si dilatano, la testa che comincia a muovere a scatti, e il corpo può diventare teso. L’aggressività in generale, è più comune nei maschi non castrati, ma anche le femmine e maschi sterilizzati possono avere delle reazioni di di tipo offensivo, quando vengono accarezzati troppo. Il motivo è anche una stimolazione eccessiva dei sensori tattili che si trovano su tutto il mantello. A volte l’aggressività è provocata dalla nostra insistenza nel svegliarli mentre dormono oppure mentre stanno facendo qualcosa di interessante. Inoltre ricordiamoci sempre che il gattoo non va sgridato e non va punito fisicamente perché in questo modo potremmo provocare dello stress nella relazione e la conseguente risposta a questo stimolo.

A volte l’aggressività è dovuta anche a problemi fisici, come abbiamo menzionato sopra. Dolore in qualche parte del corpo, malattie specifiche, quindi è necessario sempre consultare il nostro veterinario per escludere la presenza di qualcosa che deve essere trattato con i farmaci, il veterinario eseguirà una visita accurata con la palpazione ed emetterà una diagnosi.

Quindi se il tuo gatto manifesta uno di questi comportamenti non arrabbiarti, ma chiediti che cos’è che causa questo comportamento aggressivo. È troppo stimolato? È troppo poco stimolato? Gli fa male qualcosa? Prima riesci a individuare la causa prima riporterai Micio ad una situazione di benessere!

Gioco o lotta?

Il gioco è un’importante parte della vita del gatto. È qualcosa di cui il gatto beneficia e comincia dall’infanzia e si estende per tutta la sua vita, perché anche un gatto anziano può giocare.

Se hai uno o più gatti che passano del tempo a giocare insieme, ti sarai sicuramente chiesto quando giocano e quando fanno sul serio. Per i cuccioli il gioco è un’attività importantissima per tutto il loro sviluppo fisico, cerebrale, cognitivo, empatico, mentale, emotivo, sociale e comportamentale. Ma anche i gatti adulti possono piacevolmente  giocare con i loro compagni. A volte però all’essere umano può sembrare che il gioco diventi troppo violento e che i mici stiano litigando.

Come facciamo a capire se si tratta di gioco o di litigio?

Il gioco tra gatti e’ sicuramente all’apparenza più aggressivo di quello che potremmo pensare. È normale quindi per noi interpretare male questo comportamento.

1. I gatti che normalmente non hanno una buona relazione o che non si conoscono, difficilmente incominciano a giocare da punto in bianco. Se sappiamo già che la relazione non è buona, ma anzi e’ una relazione tesa oppure ostile e i due gatti si stanno avvicinando e cominciano a lottare e a inseguirsi, molto probabilmente non si tratta di un incontro amichevole.

2. I gatti che sono ostili possono imparare a convivere nella stessa casa, ma c’è bisogno di un intervento di modificazione comportamentale. Senza di questo la loro ostilità non scomparirà da sola.

3. Fare sempre attenzione al linguaggio del corpo e alla vocalizzazione perché questi sono degli strumenti comunicativi fondamentali nei rapporti tra gatti.

Ad esempio: le orecchie devono mantenersi in una posizione normale e non essere appiattite all’indietro.
non ci dev’essere Piloerezione. Non ci devono essere soffi e ringhi.
Sei gatti si mordono, non dovrebbero causare dolore o ferite.
Se osservate il gioco nei vostri gatti vi accorgerete che i due mici fanno a turno durante la sessione di gioco. Prima sarà un micio sopra l’altro e poi viceversa. Se invece notate che è sempre lo stesso gatto a stare sotto l’altro, potrebbe darsi che non si tratti di un incontro giocoso.

Se l’altro gatto è stato integrato recentemente in famiglia, e’ importante fare un’introduzione graduale corretta per poter associare il più positivamente possibile il nuovo gatto all’altro. E’ quindi normale che se non abbiamo fatto questo è abbiamo introdotto il nuovo gatto improvvisamente,  ci siano momenti di lotta e di morsi e qualche comportamento aggressivo.

4. L’essere umano non dovrebbe mai intervenire in questi casi, ma se proprio la situazione sta degenerando, la cosa migliore e’ cercare di separare  fisicamente i due gatti senza coinvolgerci con il nostro corpo ovvero posizionando una barriera tra i due. Impedendo loro di guardarsi negli occhi, stiamo automaticamente interrompendo la discussione. Possiamo anche fare un forte rumore per poterli distrarre, ma a volte potrebbe non essere efficace. Una volta separati, cerchiamo di tenerli in due parti della casa diverse, finché  si tranquillizzano. A volte se il litigio è stato molto forte e violento, sarà necessario  rifare una piccola rintroduzione del nuovo arrivato.

Se questi atteggiamenti persistono, però, dobbiamo assolutamente far intervenire un consulente esperto per lavorare su una modificazione comportamentale che aiuterà a raggiungere un’esistenza pacifica.

Ricordiamoci sempre che i gatti non devono mai dover competere per le risorse all’interno dello stesso territorio ovvero cibo, lettiere  e attenzioni del convivente umano. Quindi la buona regola è sempre comunque disporre di più opzioni per le ciotole  e le lettiere. Non ci devono essere altresì privilegi nella relazione con l’essere umano. L’ambiente deve essere ben arricchito, con spazi in verticale e posti sicuri in cui rifugiarsi.

A volte i gatti litigano perché hanno bisogno di scaricare l’energia e questo significa che non hanno abbastanza stimoli all’interno della casa. Il gatto è un predatore che deve muoversi e spendere le proprie energie nella caccia e se non può farlo cacciando, deve farlo giocando.

L’interazione di  gioco con l’essere umano è un buon metodo non solo per consolidare la relazione uomo -gatto ma anche per gettare le basi a mantenere una relazione armoniosa tra i due gatti. Dobbiamo fornire più stimolazioni possibili.

 

 

PERCHE’ NON ADOTTARE UN GATTINO DI ETA’ INFERIORE AI 3 MESI

Durante i primi 3 mesi di vita avviene lo sviluppo fisico e comportamentale del gattino, fase importantissima e fondamentale per una crescita corretta sotto ogni punto di vista: neurologico, cognitivo, fisico, comportamentale, sociale.

Lo sviluppo neurologico, infatti, va di pari passo con lo sviluppo comportamentale.

Non solo, ma in questo periodo il gattino impara la comunicazione felina, grazie alla quale sarà in grado di integrarsi con i suoi simili. Un gatto mal socializzato può presentare problemi relazionali e sessuali alterati. Quindi si potranno presentare problemi seri nella convivenza con altri simili.

E’, quindi, proprio in questi primi 3 mesi che il gattino impara ad utilizzare gli strumenti messi a disposizione dalla genetica.

Corso online Imprinting nel gatto

Tutti i comportamenti istintivi saranno perfezionati nella loro esecuzione grazie agli insegnamenti di mamma gatta e grazie alla relazione sociale con i fratellini. Qualora mamma gatta e gattini non fossero presenti è necessario che il gattino viva a contatto con altri gatti adulti questo periodo di sviluppo.

Il carattere e il comportamento dipendono dall’interazione che ogni gattino ha con l’ambiente, con la sua specie ed altre specie (anche l’umano).

Sono tre i punti chiave che determinano un corretto sviluppo comportamentale:

  1. Il periodo di apprendimento (Imprinting, dal 9° giorno alla 9a settimana di vita- periodo sensibile e irreversibile) – Corso online Imprinting nel gatto

  2. Il ruolo della madre – insegnamenti di vita – Corso online Etologia Felina
  3. La socializzazione (intraspecifica e interspecifica) – Corso online Vita Sociale del Gatto

Facciamo qualche esempio che ci fa comprendere la fondamentale importanza di non separare il gattino dalla mamma e fratellini fino, almeno, al secondo mese di vita – si consiglia il terzo mese –

Concetto di pulizia: dalla 4a settimana di vita comincerà ad eliminare spontaneamente – perchè è durante la 4a settimana che comincia ad attivarsi il controllo neurologico – e sarà perfettamente acquisito alla 7a settimana di vita. Eliminare è un istinto naturale, pertanto il gattino saprà esibire questo comportamento, ma il luogo appropriato e il substrato adatto su cui eliminare viene insegnato dalla mamma.

Autocontrollo: verso la 5a settimana di vita imparano a dosare l’intensità dei morsi e dei graffi (retraendo le unghie). Questo apprendimento è importantissimo, senza il quale il gattino non saprà distinguere il gioco dalla predazione o competizione vera. La capacità di discriminare tra il gioco e gli approcci non giocosi, consentiranno all’animale di interpretare il comportamento degli individui nei futuri incontri sociali.

Socializzazione interspecifica: dalla 2a settimana di vita il gattino vive una fase detta di “attrazione” durante la quale è attratto da qualsiasi specie diversa (cane, coniglio, uccellino, uomo…). E’ grazie a questa fase che, se correttamente vissuta, il gattino cosidererà amiche le specie con le quali viene in contatto positivamente e nemiche quelle con cui il contatto avviene negativamente o non avviene affatto.

Grooming (pulizia): dalla 2a settimana di vita il gattino cominica a leccarsi goffamente una zampetta anteriore. Il grooming è un istinto nautrale, ma tutta la sequenza di pulizia viene poi insegnata dalla mamma.

Una particolare spiegazione va data per il GIOCO.

Il gioco è un’attività che ricopre un ruolo essenziale per lo sviluppo della personalità e della struttura emotiva del gattino ed è fondamentale nel suo equilibrio comportamentale.

Basti pensare che solo dal 35º giorno il gattino comincia ad aggredire, masticare, inarcare la schiena. La lotta appare verso il giorno 43. Scalare e stare in equilibrio iniziano circa il giorno 48. Saltare è un comportamento più variabile nel tempo di sviluppo, di solito va dal giorno 17 al giorno 43.

Socializzazione interspecifica: dalla 2a settimana di vita il gattino vive una fase detta di “attrazione” durante la quale è attratto da qualsiasi specie diversa (cane, coniglio, uccellino, uomo…). E’ grazie a questa fase che, se correttamente vissuta, il gattino cosidererà amiche le specie con le quali viene in contatto positivamente e nemiche quelle con cui il contatto avviene negativamente o non avviene affatto.

Grooming (pulizia): dalla 2a settimana di vita il gattino cominica a leccarsi goffamente una zampetta anteriore. Il grooming è un istinto nautrale, ma tutta la sequenza di pulizia viene poi insegnata dalla mamma.

Una particolare spiegazione va data per il GIOCO.

Il gioco è un’attività che ricopre un ruolo essenziale per lo sviluppo della personalità e della struttura emotiva del gattino ed è fondamentale nel suo equilibrio comportamentale.

Basti pensare che solo dal 35º giorno il gattino comincia ad aggredire, masticare, inarcare la schiena. La lotta appare verso il giorno 43. Scalare e stare in equilibrio iniziano circa il giorno 48. Saltare è un comportamento più variabile nel tempo di sviluppo, di solito va dal giorno 17 al giorno 43.

Il gioco ha un valore di sopravvivenza e anche una funzione di apprendimento. Nel gioco figurano sequenze comportamentali e atteggiamenti che si ritrovano in tutti comportamenti funzionali che saranno necessari in età adulta per la soppravvivenza, come la caccia, aggressione, ecc…

Il gioco ha un valore di sopravvivenza e anche una funzione di apprendimento. Nel gioco figurano sequenze comportamentali e atteggiamenti che si ritrovano in tutti comportamenti funzionali che saranno necessari in età adulta per la soppravvivenza, come la caccia, aggressione, ecc…

Siamo consapevoli che, però, a volte possono esserci situazioni di emergenza in cui il gattino deve essere sottratto per motivi seri o viene ritrovato orfano. In questo caso ripetiamo quanto già detto, è fondamentale che il gattino abbia comunque la possibilità di stare a contatto con altri gattini e con gatti adulti proprio per non perdere gli insegnamenti che gli saranno necessari per la sua soppravviveza da adulto.

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