PERCHE’ E’ NECESSARIO UN ARRICCHIMENTO AMBIENTALE

Il livello di comfort di un gatto con il suo ambiente è intrinsecamente legato alla sua salute fisica, al suo benessere emotivo e al suo comportamento. E’ pertanto necessario avere una conoscenza di base dei bisogni ambientali specifici della specie gatto e il modo in cui i gatti interagiscono con il loro ambiente.

Diverse patologie, così come i comportamenti felini indesiderati, sono stati associati a situazioni ambientali stressanti. Fornire un ambiente appropriato  nella l

oro casa può prevenire, migliorare o risolvere questi problemi.

I termini “arricchimento ambientale” e “modifiche ambientali” sono stati ampiamente utilizzati in letteratura per riferirsi a cambiamenti ambientali a beneficio del gatto. I gatti spesso non manifestano segni evidenti di stress e ansia.
I bisogni ambientali includono quelli che riguardano, non solo l’ambiente fisico del gatto (al chiuso o all’aperto), ma anche quelli che riguardano l’interazione sociale, comprese le risposte al contatto umano.

Comprendere il comportamento associato ai bisogni ambientali di un gatto consente di migliorare la loro salute e qualità della vita. Al contrario, non riuscire a capire queste esigenze può creare un ambiente in cui i gatti non possono esprimere i loro comportamenti naturali. In alcuni gatti questo può causare stress, comportamenti indesiderati e malattie. Il gatto, oltretutto, tende a non mostrare segni esteriori di debolezza, dolore o malattia. E questo importante comportamento di sopravvivenza spesso ritarda il riconoscimento della malattia da parte degli esseri umani.

I gatti domestici mantengono molti comportamenti del loro antenato selvatico, il Felis Silvestris lybica, il gatto selvatico africano.

I gatti mostrano, ad esempio, una risposta di lotta o fuga come meccanismo protettivo in risposta alla paura. Se i gatti sono costretti a lasciare un territorio familiare (ad esempio, per una visita veterinaria o come risultato di un trasloco domestico), o se u

na minaccia attinente, come un nuovo gatto che entra nel loro territorio possono reagire in uno di questi due modi. Nascondersi, infatti, è un comportamento che i gatti mostrano in risposta a situazioni stressanti e quando vogliono evitare interazioni con altri gatti, animali o persone.

Le risorse ambientali includono:

Cibo, acqua, aree di eliminazione, aree di riposo e sonno e aree elevate . L’accesso a un’area elevata aumenta lo spazio verticale del gatto e gli consente di monitorare l’ambiente. Se tutte le risorse sono collocate in luoghi diversi, i singoli gatti possono evitare di vedere altri gatti, riducendo al minimo la competizione per le risorse, il bullismo e lo stress.
Suoni non familiari possono suscitare paura nel gatto. Il loro eccellente senso dell’olfatto li aiuta a rilevare i segnali chimici e olfattivi (ad esempio i segni di sfregamento) lasciati da un altro gatto.

Gran parte della comunicazione tra gatti è progettata, infatti, per prevenire competizioni sul cibo e sul territorio e per evitare i rischi di combattimenti attivi. I gatti comunicano attraverso la marcatura e la postura. La marcatura è un comportamento normale e include graffi, sfregamento del viso o del corpo sugli oggetti, deposizione verticale di urina, deposizione di feci, specialmente in una famiglia di più gatti.

SPAZI VERTICALI

Permette di incrementare il territorio e di poterlo controllare dall’alto. L’evitamento delle minacce sono fondamentali per la sopravvivenza di questi cacciatori solitari. I gatti preferiscono un territorio familiare in cui hanno consapevolezza del loro ambiente fisico e sociale. Questo senso di controllo fa sentire il gatto a suo agio e riduce lo stress. Parole chiave quindi: prevedibilità, familiarità e routine. Un ambiente fisico che garantisce un ragionevole livello di sicurezza, coerenza e prevedibilità fornisce la base per l’arricchimento. La creazione di uno spazio vitale che mantiene il gatto libero da paura e angoscia e che fornisce una routine giornaliera predeterminabile,  aumenta il senso di controllo ed è il punto di partenza per migliorare il benessere felino.  I gatti sembrano preferire i luoghi di riposo comodi, come cuscini o letti e opzioni che offrono punti di osservazione, al sicuro da persone e altri animali. A causa della loro natura sia come specie predatrice che come preda, i gatti domestici si arrampicano naturalmente per l’osservazione e sicurezza.


Un gruppo di gatti che vivono insieme al chiuso può o meno formare sottogruppi o relazioni sociali a breve distanza. I proprietari devono, quindi, disporre di spazio sufficiente per consentire a ciascun gatto di mantenere una distanza sociale di 1-3 metri (orizzontalmente e verticalmente) quando condividono una stanza. E’ importante fornire più spazi sicuri e comodi per evitare la competizione per tutte le risorse. Uno dei mezzi per fornire ai gatti “microambienti” sicuri è quello di creare “rifugi sicuri”: rimuove i fattori di stress per ciascun gatto in stanze o spazi separati in zone tranquille della casa.

GRAFFIARE

Graffiare è un normale comportamento del gatto pertanto vanno fornite superfici adeguate come tiragraffi. Per incentivarne l’uso consigliamo di premiare il gatto ogni volta che sale sul tiragraffi con uno snack. Si possono anche collocare snack e giochi sul tiragraffi per attirarlo. Collocare il tiragraffi vicino a una finestra, area riposo o comunque un’altra area favorita dal gatto. Il comportamento della graffiatura mantiene in salute gli artigli ed è una forma di marcatura visiva e feromonica. I substrati preferiti per i graffi variano. Substrati come pali ricoperti di sisal o veri tronchi coperti di corteccia possono essere molto attraenti per alcuni gatti perché permettono al gatto di infilare bene i suoi artigli. I gatti tendono a graffiare oggetti verticali in aree dove trascorrono gran parte del loro tempo. Inoltre graffiano più spesso quando si stiracchiano dopo periodi di riposo o di sonno. Quindi, i tiragraffi dovrebbero essere collocati in aree visibili della casa e in prossimità dei luoghi di riposo preferiti.

GIOCHI INTERATTIVI E DI CACCIA

Giocare più volte al giorno con il proprio gatto! Il gatto necesita di stimolazione ambentale e mentale. Il gioco è una parte importante della vita di un gatto, ma anche della sua reazione con l’umano.
Un ambiente interno arricchito consente ai gatti di esprimere i loro comportamenti naturali, tra cui graffiare, masticare e giocare. Molti di questi comportamenti, anche se normali, possono essere considerati indesiderati dai proprietari di gatti quando vengono esibiti su oggetti come piante, mobili ecc… La frustrazione del proprietario può essere evitata fornendo articoli accattivanti e appropriati come sfogo per questi comportamenti.


Opportuni sfoghi per i comportamenti di gioco sono un aspetto essenziale di qualsiasi programma di arricchimento. I comportamenti di gioco nei gatti sono strettamente correlati alla naturale sequenza predatoria di pedinamento, inseguimento, cattura, morso. Ai gatti piace anche giocare con oggetti che possono raccogliere, lanciare in aria e masticare (mordere).
Un modo sicuro per un proprietario di integrare la necessità di gioco è quello di utilizzare giocattoli che mantengano la distanza tra il gatto e il corpo del proprietario.  Esempi di giocattoli appropriati includono giocattoli con la bacchetta; giocattoli azionati a batteria e semoventi che imitano la preda; palline all’interno di scatole o bacinelle con acqua.  I giocattoli dovrebbero essere ruotati ogni giorno per mantenere la novità e l’interesse.

MANTENERE IL TERRITORIO DI CASA PREVEDIBILE

I cambiamenti, se necessari, devono essere molto graduali. I cambiamenti nel territorio includono cambio mobili o spostamenti mobili. Ogni volta che un cambiamento in una risorsa (ad es. ciotole, cassettone igieniche) viene effettuato, bisogna posizionare la nuova risorsa accanto alla risorsa familiare, questo  consente al gatto di mostrare la sua preferenza per l’uno o l’altro.  L’imposizione di risorse non familiari e indesiderate su un gatto può creare un fattore di stress aggiuntivo nell’ambiente del gatto.

RENDERE IL MOMENTO DELL’ALIMENTAZIONE IL PIU’ NATURALE POSSIBILE

Il gatto è un cacciatore solitario. Come cacciatori solitari, i gatti possono mangiare 10-20 piccole prede al giorno e circa metà dei tentativi di caccia di un gatto non hanno successo.

Giochi interattivi con cibo, collocare il cibo in più punti della casa, nasconderlo perché possa “cacciarlo”, scatole con dentro nascosto il cibo ecc… Sebbene le diete standard possano soddisfare adeguatamente i bisogni nutrizionali dei gatti domestici, la loro presentazione abituale non può promuovere l’espressione di normali comportamenti di caccia (esplorativi). Soddisfare le esigenze nutritive in modi che imitano le preferenze naturali dei gatti fornisce ulteriore arricchimento. I gattini spesso mostrano forti preferenze alimentari basate in gran parte sugli alimenti che hanno incontrato con la madre, anche se questi sono solitamente facilmente modificabili dall’esperienza nell’età adulta. I gatti possono anche mostrare una diminuzione della preferenza per gli alimenti che hanno formato gran parte della loro dieta in passato, il cosiddetto “Effetto monotonia”.


Dato che i gatti si sono evoluti come cacciatori solitari di piccole prede,  i gatti che convivono con altri gatti, possono essere più a loro agio mangiando da ciotole separate poste fuori dalla vista l’una dell’altra. La collocazione di ciotole in aree silenziose, protette da interruzioni da altri animali e lontano da elettrodomestici quali frigoriferi, lavatrici, forni, che possono attivarsi in modo imprevisto, impedisce al gatto di essere disturbato mentre mangia. I gatti che hanno libero accesso al cibo di solito preferiscono consumare diversi piccoli pasti al giorno invece di uno o due pasti abbondanti, tuttavia, l’accesso libero al cibo elimina ogni opportunità per i gatti di esprimere il loro naturale predatore istinti, e questo può contribuire allo sviluppo dell’obesità e ad altri problemi di salute.
I proprietari, quindi,  devono adattarsi alle abitudini alimentari dei loro gatti e aumentare la loro attività quotidiana offrendo cibo in giocattoli  come palle o altri dispositivi progettati specificatamente per rilasciare cibo secco o leccornie quando vengono fisicamente manipolati dai gatti. Altre opzioni includono giocattoli vuoti che possono essere riempiti con cibo umido, che richiede ai gatti di lavorare per rimuovere il contenuto.  I gatti possono anche trarre beneficio da un maggiore contenuto di umidità nella loro dieta, che può essere ottenuto offrendo cibo umido ogni giorno e più stazioni di acqua fresca. Acqua corrente sotto forma di una fontana può anche essere attraente per molti gatti.

COMPAGNIA SOCIALE

I gatti hanno un sistema sociale flessibile. Possono vivere da soli o in gruppo, SE ci sono risorse sufficienti. Quando ci sono fonti di cibo sufficienti, in natura, le femmine possono vivere in colonie e nutrire in modo collaborativo e allevare insieme i loro cuccioli. I maschi hanno generalmente  un territorio più grande, provvedendosi sufficienti risorse per sopravvivere.
I gatti scelgono i loro compagni. Questi “prescelti” mostrano un reciproco affetto con comportamenti quali  allogrooming (leccarsi a vicenda) e allorubbing (sfregarsi l’uno contro l’altro). Riposano e dormono insieme e a volte giocano insieme. In generale, i gatti si sfregano contro i loro amici felini o umani per contrassegnare il loro odore e come segno di familiarità.

 

Gatti e paura dell’umano

I gatti possono sviluppare la paura dell’umano o di persone che non conoscono per molte ragioni.

I gatti sono creature in gran parte solitarie. In natura il gatto vive da solo, caccia da solo e non ha abilità sociali particolarmente forti, se non in periodi di accoppiamento e nei gruppi felini femminili dove le gatte cooperano insieme nell’allevamento dei cuccioli.

Gli esseri umani, d’altra parte, sono invece tanto sociali: usiamo il linguaggio, le espressioni facciali e il linguaggio del corpo per esprimere ciò che abbiamo da dire. Impariamo gli uni dagli altri e riceviamo feedback sulle nostre azioni dagli altri. È questa disconnessione, che causa così tanta confusione tra i gatti e i loro proprietari.

I gatti ricordano il loro passato – Forse la causa più comune degli umani deriva dalla loro esperienza passata. I gatti hanno eccellenti ricordi a lungo termine. Eventi infelici o traumatici con qualche specie, ma anche con qualche ambiente particolare, in passato possono instaurare paura o rabbia.

Va da sè, in ogni caso, che la sua eredità genetica, è sotto molti aspetti responsabile del suo livello di socialità.

Ricordiamoci sempre che ogni gatto ha una personalità unica e alcuni sono più estroversi di altri. Tuttavia, se un gatto è calmo e amichevole con la sua famiglia, ma ha paura dei visitatori, molto probabilemente non ha avuto abbastanza esperienza nell’incontrare nuove persone quando era cucciolo. Per essere socievoli e a proprio agio con tutti i tipi di persone, un gatto deve avere frequenti opportunità di incontrare numerose persone nuove e diverse in circostanze piacevoli, mentre è ancora un gattino, specialmente tra le due e le sette settimane.

I gatti che non passano molto tempo con le persone come gattini, per esempio, ex gatti randagi o nati in libertà, potrebbero rimanere paurosi o diffidenti verso le persone anche per tutta la vita! I gatti non generalizzano, pertanto devono avere l’opportunità di incontrare positivamente tutte le categorie umane: bambini, anziani, uomini, donne ecc… Avere una brutta esperienza con una persona può anche rendere un gatto pauroso verso tutte le persone. Questa paura potrebbe rimanere specifica per la persona coinvolta o potrebbe ampliarsi includendo anche altre persone.

Tutto questo è spiegato tramite il processo di imprinting, un periodo ben preciso della vita del gatto che riguarda il suo sviluppo sociale.

Durante questo periodo, che va circa dalla seconda settimana alla nona settimana di vita, il gattino fa delle esperienze positive o negative che riguardano il riconoscimento della propria specie ( il gattino che segue uno sviluppo comportamentale normale e quindi a contatto con mamma e fratellini) le altre specie (il gattino che entra in contatto positivo con altre specie durante questo periodo le considererà amiche) e l’ambiente (il gattino che viene esposto ad un certo tipo di ambiente, rumori, odori, stimoli ecc… lo considererà familiare).

Questo periodo è, quindi, fondamentale, per un corretto sviluppo sociale perchè si tratta di una fase sensibile in cui tutto ciò che Micio apprenderà rimarrà indelebile.

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Come possiamo aiutarlo?

La prevenzione è la migliore medicina. Se hai un gattino, dagli molte possibilità di incontrare nuove persone di diverse età, dimensioni, categorie e sessi. Assicurati che interagisca anche con persone che sembrano uniche per qualche motivo, come persone su sedia a rotelle, persone che indossano cappelli e occhiali e persone con la barba. Ogni volta che il tuo gattino si avvicina a una nuova persona, premialo con lodi, premi in cibo, sessioni di gioco.

Se hai un gatto adulto che ha paura delle persone, il modo principale per aiutarlo a rilassarsi con gli ospiti è di incoraggiarlo ad avvicinarsi molto gradualmente e dargli molti premi lungo la strada.

Quando i visitatori arrivano, prova quanto segue:

  • Chiedi agli ospiti di lasciare che il tuo gatto si avvicini a loro invece di avvicinarsi a lui.

  • Chiedi ai tuoi ospiti di accovacciarsi o sedersi in modo che sembrino più piccoli e meno intimidatori verso il tuo gatto.

  • Tu o qualcuno che il tuo gatto ama e si fida può offrirgli dei premi in cibo o incoraggiarlo a giocare, in presenza dei visitatori, ma non a diretto contatto.

  • Se il gatto non vuole uscire dal suo nascondiglio, non forzarlo.

  • Se il tuo gatto può rimanere abbastanza calmo da mangiare o giocare a distanza dai visitatori, gradualmente attiralo per avvicinarsi con leccornie o giocattoli.

  • Se il tuo gatto arriverà a diversi metri di distanza dai visitatori, chiedi ai tuoi ospiti di lanciare dolci o giocattoli per lui.

Il gatto potrebbe preferire di andarsene o di nascondersi dopo pochi minuti. Lascialo andare e prova un’altra breve sessione più tardi.

Perché alcuni gatti hanno spesso più paura dell’essere umano maschio?

  • Il modo in cui gli uomini parlano. I gatti comunicano vocalmente con dei miagolii acuti perché il loro udito è sintonizzato su una gamma più alta di suoni. Cominciano a ringhiare solo quando si sentono a disagio e si sentono minacciati. Naturalmente, gli uomini parlano in un tono più profondo, più basso e più severo che a volte è equiparato ai ringhi dei gatti,che vengono emessi in situazioni di autodifesa come avvertimento.

  • Gli uomini sono un pò più rudi nei movimenti. I gatti sono estremamente sensibili a movimenti, vibrazioni e suoni. Possono rilevare la punta dei piedi e sentire i tuoi bisbigli. Ogni movimento, soprattutto conunagtto timido o pauroso, deve essere eseguito in modo leggero, non bisogna approcciarsi dall’alto, ma abbassarsi alla sua altezza, non bisogna a tutti i costi allungare la mano per toccarlo o prenderlo in braccio. Lasciare che sia il gatto a decidere di avvicinarsi, magari abbassandosi e allungando la mano perchè possa annusarla. I gatti non amano essere presi in braccio, a meno che non siano stati ben abituati da cuccioli, perchè essere sollevati alla nostra altezza, perdendo l’appoggio fisico delle zampe, non è qualcosa di naturale per il gatto e può essere molto terrificante!

Ricordiamo che qualsiasi cambiamento improvviso nel comportamento del tuo gatto potrebbe indicare una condizione medica di base. Se noti cambiamenti fisici o comportamentali insoliti o se il tuo gatto smette di mangiare, consulta per prima cosa subito il veterinario per escludere problemi medici.

LA STERILIZZAZIONE DEL GATTO MASCHIO

Articolo a Cura di Dott.ssa Amalia Allegro – Medico Veterinario

Il comportamento sessuale di qualunque specie animale, uomo compreso, è sotto il controllo di ormoni steroidei (di natura prevalentemente lipidica) prodotti da specifiche ghiandole indicate come gonadi, sia maschili che femminili, deputate alla riproduzione.

Individuiamo come gonade maschile i testicoli con il suo rispettivo ormone testosterone e come gonade femminile le ovaie con i rispettivi ormoni estrogeni.

Quando si parla di castrazione di un gatto maschio si indica una ben precisa tecnica chirurgica denominata orchiectomia, attraverso la quale vengono asportati completamente i testicoli dell’animale e di conseguenza viene a cessare gran parte della produzione dell’ormone testosterone, responsabile del comportamento sessuale del gatto maschio.

Diversa dalla vasectomia (ormai non più praticata) in quanto comporta la resezione dei dotti deferenti necessari all’uscita del liquido seminale, ma la permanenza dei testicoli e quindi il mantenimento del comportamento sessuale con tutte le sue conseguenze di carattere gestionale.

Anatomia dell’apparato riproduttivo

Ricordiamo brevemente l’aspetto anatomico dell’apparato riproduttore maschile del gatto per poter comprendere la metodica utilizzata in corso di castrazione chirurgica.

Durante la vita intrauterina le gonadi sono già presenti in cavità addominale e solo a seguito dell’azione dell’ ormone testosterone, presente solo nel maschio, si verificherà la differenziazione in testicoli con la loro successiva discesa dalla cavità viscerale verso l’esterno dopo la nascita.

La borsa o sacco scrotale è una formazione di forma sferica rivestita esternamente dalla cute e numerosi peli lanuginosi, posta in posizione sub anale e sopra il prepuzio.

La borsa è divisa da un setto mediano, evidente esternamente perché si prolunga all’indietro sul perineo e in avanti sulla superficie del prepuzio, e internamente definisce le due logge testicolari in ciascuna delle quali è accolto un testicolo, l’epididimo e parte del funicolo spermatico

Al di sotto della cute di rivestimento si trovano gli invogli profondi propri di ciascun testicolo rappresentati da una serie di fibre elastiche e muscolari. Dall’esterno verso l’interno troviamo: il muscolo cremastere, la tunica vaginale comune e la tunica vaginale propria adese come una pellicola ai singoli testicoli.

Al di sopra dei testicoli dalla loggia testicolare fino al tragitto inguinale c’è il funicolo spermatico all’interno del quale troviamo il dotto deferente, l’arteria e vena spermatica, e i nervi destinati alle gonadi.

Preparazione all’intervento

La preparazione del paziente alla castrazione inizia con una sedazione a base di tranquillanti, essendo l’operazione estremamente rapida, non si richiede il passaggio ad una anestesia profonda, favorendo in questo modo un più rapido ed immediato risveglio del paziente.

Si passa quindi alla preparazione del campo chirurgico attraverso una prima tricotomia dello scroto e del prepuzio e successivo scrub chirurgico ovvero disinfezione della parte alternando lavaggi di betadine chirurgico e alcool.

Si appone un telo sterile sul paziente, forando la zona di interesse per isolare e visualizzare solo la parte interessata.

L’intervento

Si passa all’ unica incisione che verrà effettuata con bisturi sul rafe mediano che permetterà di vedere i testicoli interni. Si tiene con due dita un testicolo e si incide con il bisturi le tuniche vaginali, questo permetterà l’ esteriorizzazione del testicolo.

Nella parte alta saranno visibili il dotto e i vasi sanguigni accollati tra loro da uno strato sieroso.

Esercitando una lieve trazione si favorirà la fuoriuscita del funicolo in modo da poter isolare i due filamenti elastici, che verranno legati tra di loro, oppure direttamente tutto il funicolo spermatico su se stesso.

In questo modo non sarà necessario utilizzare alcun punto di sutura, in quanto con un semplice nodo il vaso non perde sangue e inoltre la porzione legata andrà nei giorni seguenti a cicatrizzarsi.

Anche il taglio cutaneo verrà lasciato senza punti di sutura che darebbero fastidio all’animale con conseguente leccamento e grattamento e quindi rischio di infezione. Il semplice accollamento dei lembi farà si che in pochissimi giorni la ferita si chiuda in modo fisiologico.

L’ultima accortezza è l’inoculazione sottocute di un antibiotico long action che proteggerà l’animale dalle infezioni per il tempo utile alla formazione della cicatrice.

Cosa possiamo dire dal punto di vista comportamentale?

Articolo a cura Di Ewa Princi – Consulente esperta in Comportamento e Psicologia del Gatto

Perchè sterilizzare il gatto maschio? Dal punto di vista comportamentale.

Il vagabondaggio si riduce del 90%

L’aggressività tra maschi si riduce del 75%

La marcatura urinaria si riduce del 60%

Il comportamento di monta si riduce dell’80%

Il comportamento di monta

Sicuramente è uno shock per il proprietario quando soprende il proprio gatto, sterilizzato, in atteggiamenti di monta con il suo peluche preferito, un altro gatto, magari pure maschio o la sua gamba!

Che cosa sta succedendo?

La monta è ancora un comportamento non del tutto chiaro, quello che è certo è che comportamenti di monta, marcatura e lotta, non sono interamente controllati dagli ormoni, ma molto spesso c’è una componente di apprendimento.

Qui di seguito alcune possibili risposte a questo stranissimo comportamento:

  1. Sono ancora presenti gli ormoni sessuali. La produzione degli ormoni che governano il comportamento sessuale, può non essere ancora completamente cessata. Ci vogliono, infatti circa 6-12 settimane perchè tutti gli ormoni in circolazione siano sradicati. Bisogna, quindi, attendere questo periodo. Facciamo un ulteriore appunto: gli ormoni maschili del surrene sembrano essere sufficienti per realizzare questo comportamento. Questi ormoni continuano a produrre una piccola quantità di ormoni sessuali.

  2. Il gatto è stato sterilizzato tardivamente. Può succedere che gatti che siano stati sterilizzati a qualche anno di età, mantengano questo comportamento. Gli ormoni collegati al comportamento sessuale che causano la monta, il desiderio di scappare alla ricerca di una femmina, la marcatura urinaria, vengono ridotti di molto o addirittura non vengono prodotti, in gatti che sono stati sterilizzati in giovane età, a circa 6-8 mesi. In caso contrario, si tratta di comportamenti che sono difficili da sradicare, nonostante la sterilizzazione, perchè sono divenuti “appresi”, quindi ormai già facenti parte del suo modulo comportamentale.

  3. Il gatto può essere stressato. Forse è stato introdotto un nuovo amico in casa oppure ha vissuto un trasloco o qualsiasi cambiamento che può averlo stressato. Questo comportamento può essere esibito quando il gatto si trova in una situazione stressante e in questo modo il gatto riesce ad alleviare un pò d’ansia.

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  4. Il gatto ha bisogno di sfogare l’energia accumulata. Quando l’ambiente non presenta molti stimoli e non è arricchito o manca una sufficiente interazione con l’umano di riferimento, il gatto potrebbe manifestare questo comportamento come sfogo di energia accumulata.

  5. Il gatto ricerca maggiori attenzioni. Quando questo comportamento viene esibito sulle gambe o braccia dell’umano, potrebbe essere che il gatto stia cercando una maggiore interazione ed attenzione da parte del suo convivente umano.

  6. Gatti più anziani possono esibire questo comportamento, generalmente femmine, verso gattini più giovani. Questo caso non è ancora ben chiaro, ma sembrerebbe che si tratti di un comportamento di disciplina materna e non sessuale. Questo comportamento è naturalmente esibito da mamma gatta verso i suoi cuccioli, quindi si presuppone che può capitare che lo stesso venga esibito anche in età adulta da una femmina verso un gatto più giovane.

Raccomandiamo, in presenza di questo comportamento, di interpellare sempre innanzitutto il proprio medico veterinario per eseguire un’accurata visita e successivamente un esperto in comportamento animale perchè possa valutare il caso, classificarlo e di conseguenza intervenire in modo appropriato.

Come approciare correttamente il gatto

Ogni gatto è un individuo ed ha una sua personalità ben precisa.

La questione della personalità del gatto rimane ancora molto complessa ed è tuttora oggetto di studio anche perché le personalità non si sviluppa indipendentemente dal contesto sociale. Alcuni componenti della personalità di un gatto sono, infatti, ereditabili, ma è anche vero che molto di tutto questo viene plasmato nei primi momenti di vita e nelle sue associazioni a lungo termine con certi tipi di ambienti e con certe particolari persone.

Potremmo, dunque, trovare gatti che amano essere toccati anche insistentemente e altri che, invece, non tollerano il contatto fisico, e, infine, gatti che in certi momenti amano essere accarezzati facendo le fusa, ma poi d’improvviso si infastidiscono e si ritirano, a volte, anche con qualche zampata!

In genere, comunque, il gatto non sopporta le troppe attenzioni, insistenti e prolungate. Gli piace essere accarezzato e toccato, ma senza esagerare!

I punti SI e i punti NO

La Base del mento: SI’. Tutta la parte inferiore del mento è per lui una zona che se delicatamente accarezzata, provoca un grande piacere!

La Base delle orecchie: SI’. Questa è la zona in cui si concentrano le ghiandole odorifere.

Le Guance: SI’. Toccando delicatamente questa parte, il gatto dimostrerà il suo piacere ruotando i baffi in avanti

La pancia: NO. Alcuni gatti possono imparare ad accettare delle carezze delicate sulla pancia, soprattutto se a farle siete voi, con i quali hanno stabilito un legame affettivo profondo e di fiducia, ma altri non lo faranno mai.

Questo perché il gatto è un predatore in natura, ma è anche a sua volta, preda e il ventre è la parte più vulnerabile in uno scontro perché è lì che tutti gli organi vitali sono più facilmente accessibili. Accarezzare questa parte, provocherà istintivamente una reazione difensiva. Potrebbe mordere e graffiare!

Inoltre, le carezze sulla pancia possono essere scambiate per un invito al gioco e quindi il gatto potrebbe mordere!

Quindi, se il gatto è molto rilassato, lo vedrete rotolarsi sul dorso e mettersi a pancia in sù, ma questo non significa che si tratti di una richiesta di coccole. Micio è semplicemente rilassato e a suo agio e lo dimostra così! Accarezzatelo sul ventre solo se avete familiarità con Micio, altrimenti è sconsigliato farlo.

La base della coda: NO. Per quanto riguarda la base della coda, questa parte è ricca di terminazioni nervose che possono portare ad una sovrastimolazione, pertanto è meglio non esagerare e insistere su questa zona.

Sovrastimolazione o poca abituazione?

I gatti che soffrono di sovrastimolazione sono particolarmente sensibili alle carezze, soprattutto quelle prolungate e troppo estese. E’ una reazione puramente fisica, che viene, comunque, anticipata da diversi avvertimenti. Eccone alcuni:

1- la coda mossa prima gradualmente poi come una frusta, da un lato all’altro, in un gesto nervoso.

2- la tendenza a scatti elettrici

3 – le orecchie rivolte all’indietro

Molto spesso, però, può trattarsi semplicemente di un gatto che non è stato abituato fin da piccolo, nella sua fase di imprinting, ad avere un contatto fisico con l’essere umano, pertanto è riluttante ad essere accarezzato.

Come approcciare correttamente Micio

Prima di avvicinarsi, è importante farsi annusare, permettendo a Micio di toccarvi con il naso. Se si ritrae, è meglio non accarezzarlo, ma se annusa la vostra mano, miagolando oppure cominciando a strofinarsi, è favorevole alle coccole. Insomma, prima di agire dobbiamo chiedere il permesso di accarezzarlo, e se lui è d’accordo si strofinerà sulla nostra mano cercando in questo modo il contatto fisico.

Quando due gatti amici si incontrano e si salutano, lo fanno annusandosi e a volte, e se già si conoscono e hanno una certa familiarità, leccandosi rapidamente, mantenendo, però sempre, il contatto allo stretto necessario.

Questo è il loro modo di comunicare e noi dovremmo, quindi, fare ugualmente! Limitiamoci a brevi carezze a meno che non sia lui stesso a cercare con insistenza le nostre attenzioni.

In questo caso possiamo grattarlo dolcemente e lisciandogli il pelo con la mano, proprio come farebbe mamma gatta con la lingua.

Il metodo migliore è quello di iniziare dalla testa, continuando, delicatamente, senza pressioni eccessive, lungo la schiena. Le carezze vanno effettuate sempre nella direzione del pelo e mai contropelo.

E se volessi prenderlo in braccio?

Sentirsi sollevare da terra è per Micio una cosa innaturale, difatti non tutti i gatti lo apprezzano. Molti si impauriscono e possono dimenarsi e graffiare per poter scendere. Se vogliamo che Micio si abitui a queto tipo di contatto dobbiamo cominciare quando ancora è piccolo!

Micio non va mai afferrato per la collottola se non in casi estremi. Un gatto adulto è troppo pesante e si rischia di nuocere ai muscoli del collo e della schiena. Per sollevare Micio, quindi, si deve posizionare una mano sotto il suo torace, all’altezza delle zampe anteriori, e tenere l’altra mano dietro le zampe posteriori, in modo da formare una specie di gabbia che sostiene tutto il peso del corpo. In questo modo non si corrono grossi pericoli.

Ultime raccomandazioni

Quando interagiamo fisicamente con Micio osserviamo sempre la sua comunicazione!

Osserviamo la posizione delle sue orecchie e l’improvviso agitarsi della coda e non appena scorgiamo questi segnali smettiamo di accarezzalo. In questo modo non solo evitiamo che si irriti, ma consolidiamo il rapporto di fiducia che abbiamo creato. Micio saprà che quando lo tocchiamo non andremo mai oltre il suo volere e la sua fiducia in noi sarà davvero completa! In questo modo possiamo stabilire e mantenere una relazione profonda basata sulla fiducia reciproca, che sarà duratura e di grande arricchimento per entrambi.

 

TRASLOCO CON IL GATTO

Il gatto è un animale molto territoriale, tutta la sua vita ruota attorno al territorio che, generalmente, in natura, rimane lo stesso per tutta la vita. Il gatto, infatti, sviluppa un forte legame con l’ambiente in cui vive e un trasloco può essere, per questo motivo, un evento molto stressante che può portare a serie problematiche come: depressione, minzione inappropriata, leccamento eccessivo, ma anche patologie ch ehanno bisogno di essere individuate e curate.

Dobbiamo, quindi, pianificare molto bene questo evento per renderlo il meno traumatico possibile.

Il nuovo ambiente interno deve essere assolutamente preparato in anticipo, disponendo tutto il necessario. Se i mobili non saranno i precedenti, dobbiamo per il primo periodo almeno, mantenere qualche oggetto che per Micio era rilevante come il divano (o anche un pezzo di divano!), dei cuscini delle sedie ecc… Dobbiamo cercare di non sconvolgere le sue abitudini anche in fatto alimentare e di orari.

Leggi qui la parte pratica

IL GIORNO DEL TRASLOCO

La cosa migliore è gestire il trasloco esattamente come se si trattasse di una nuova introduzione.

Se il trasloco dei mobili avviene in simultanea con quello del gatto stesso, dobbiamo tenere il gatto in una stanza con tutto il necessario finchè non abbiamo sistemato tutto, altrimenti aggiungeremmo solo dello stress in più. Ovviamente durante questo periodo dobbiamo interagire con lui e se è abituato a dormire con noi, la notte traslochiamoci nella sua stanza. Il giorno in cui decidiamo di fargli esplorare il nuovo ambiente assicuriamoci di essere noi stessi, prima di tutto, sereni e tranquilli per trasmettere a Micio un senso di sicurezza nel e dell’ambiente.

Assicuriamoci che porte e finestre siano chiuse e teniamo a portata di mano degli snacks come premio e una cannetta con la quale faremo giocare l gatto, DOPO che avrà esplorato e avrà mangiato. Nel momento in cui va tranquillamente alla ciotola significa che il peggio è passato! Non finirà di esplorare, ci vorranno dei giorni, ma il primo step (l’impatto) è stato superato! Accompagnamolo nell’esplorazione, affianchiamolo e dopo la perlustrazione delle singole stanze, mentre siamo ancora nella stanza, diamogli uno snack e facciamogli qualche carezza parlandogli dolcemente. La nostra voce e la nostra presenza lo rassicurano molto!

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SE MICIO E’ ABITUATO AD USCIRE

Ma la cosa che l’umano teme di più è il rischio che Micio possa ritornarsene nella casa precedente!

Se la casa precedente è relativamente vicina, il rischio è molto alto, se Micio ha accesso all’esterno e se il trasloco non è stato fatto correttamente. Per evitare tutto questo, dobbiamo cercare di rendere questo evento il meno confuso possibile. L’ambiente nuovo dovrà essere il meno confuso possibile per Micio, lavorando in modo che non senta il bisogno di tornare indietro o non venga assalito dall’ansia territoriale. Se il gatto è abituato ad uscire dobbiamo comunque per un periodo tenerlo solamente all’interno perchè Micio ha bisogno di diventare famigliare con il nuovo territorio interno. Non affrettiamo questo momento, ma allo stesso tempo non dobbiamo stravolgere all’improvviso le abitudini del gatto.

Durante il primo periodo in cui il gatto  rimane solamente all’interno, la casa deve essere preparata perchè risulti un ambiente in cui il gatto  si senta sicuro, nonostante sia nuovo, e in cui possa sentirsi a suo agio senza “rimpiangere” quello precedente!

Potremmo, ad esempio, provvedere a delle postazioni su cui graffiare come tiragraffi, tronchi tagliati, nuove mensole, scaffali, ecc… aggiungere dei nascondigli e degli oggetti da esplorare come scatole, tunnel, nascondere il cibo per essere “cacciato” ecc… Aumentare le sessioni di gioco insieme per rafforzare la relazione e aumentare i momenti di gioco predatorio con oggetti.

Quando giunge il momento di cominciare a farlo uscire, facciamolo gradualmente. Dapprima aprendo un pò la porta per volta e poi accompagnandolo noi stessi per una breve escursione limitrofa. Inizialmente, finchè non è ormai a suo agio nel territorio esterno, lasciamo la porta aperta quando esce per assicurargli di poter tornare a rifugiarsi nella sua “tana” nel caso incontrasse qualcosa o qualcuno che lo intimorisce.

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